“Siamo stati battezzati nella sua morte”
Omelia del Vescovo pronunciata nel corso della Veglia Pasquale 1. Che cosa siamo venuti a fare qui questa notte? La risposta più ovvia è: a fare Pasqua. Ma che cosa significa fare Pasqua?
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“Siamo stati battezzati nella sua morte”
Omelia del Vescovo pronunciata nel corso della Veglia Pasquale 1. Che cosa siamo venuti a fare qui questa notte? La risposta più ovvia è: a fare Pasqua. Ma che cosa significa fare Pasqua?
“Ne usci sangue e acqua”
C’è un dettaglio nel racconto della passione secondo Giovanni, un particolare che a prima vista ci potrebbe apparire irrilevante, ma sul quale l’evangelista sembra fare di tutto per attirare la nostra attenzione.
Omelia tenuta dal Vescovo nella Messa “in cena Domini”
E’ giunta l’ora. Che cosa fa uno di noi quando sta per scoccare l’ora della propria fine? Fa testamento: si fa portare carta e penna e scrive le sue ultime volontà. E Gesù?
“Oggi non indurite i vostri cuori”
Omelia tenuta dal Vescovo nel corso della Messa del Crisma
Oggi. La primissima delle prime parole pronunciate da Gesù all’inizio della sua attività pubblica è proprio questa paroletta tra le più feriali e concrete: oggi.
Omelia tenuta dal Vescovo nel corso della santa Eucaristia per la Domenica delle Palme
La croce è “vangelo”, lieta notizia, anzi la più bella, lieta notizia: è il luogo in cui l’amore di Dio si è mostrato più forte del nostro peccato. Eppure è una notizia scandalosa, la più sconcertante e sconvolgente: se Dio è amore e se l’amore di Dio è onnipotente, perché troppe volte nella vita e nella storia il bene lo si sperimenta sconfitto dal male, la verità infangata dalla menzogna, la libertà tradita dalla violenza?
Amatissimo Padre e Fratello,
il Signore è davvero buono e grande nell’amore!
Non si è ancora spenta nel nostro cuore – anzi vibrerà ancora a lungo – l’onda della forte emozione per l’umile e coraggiosa rinuncia, compiuta dall’indimenticabile Benedetto XVI, che il Signore ha voluto subito consolarci con il dono del nuovo Vescovo di Roma.
Omelia del Vescovo nella s. Messa di ringraziamento per il ministero pontificale di Papa Benedetto XVI
Quel giorno Pietro guardò a Gesù e vide Dio. No, Simon Pietro non vide solo l’amico fortissimo, il maestro insuperabile, il misericordioso guaritore di tutti i mali.
Il Vescovo ha inviato al Santo Padre Benedetto XVI, a pochi giorni di distanza dall’annunciata rinuncia al ministero petrino, una lettera di ringraziamento e saluto.
Una fede protagonista di storia. Omelia tenuta nel corso della s. Messa per anniversario don Giussani. E’ un grido di stupore quello che erompe irrefrenabile dal cuore di Elisabetta, nello scorgere il profilo di Maria – questa ragazzina già proiettata “nella stagione in cui lievita il ventre” (De André) – stagliarsi in controluce sulla soglia di casa: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”.
Omelia del Vescovo per la Giornata Mondiale della Vita consacrata e per la Giornata Nazionale della Vita. La santa legge di Dio parlava chiaro: quaranta giorni dopo la nascita del primogenito, la giovane madre doveva presentarsi al tempio per essere dichiarata “pura” dal sacerdote (cfr Lv 12,1-8). Ma non esisteva nessuna prescrizione biblica né giudaica che prevedesse la presentazione del bambino in occasione del rito di purificazione della madre.
Il diacono ministro della Parola
Omelia tenuta dal Vescovo nel corso dell’ordinazione diaconale di Luigi Brusi, Daniele Pagliarani, Raul Papini, Mauro Vanni.
Quel giorno a Nazaret era iniziato come un sabato qualunque. Forse la notizia che Ieshù il falegname era tornato in paese, aveva percorso rapidamente il giro delle case, passando di bocca in bocca e facendo impennare la colonnina del termometro di una curiosità golosa, di un’attesa convulsa.
Il Vescovo ha promulgato il Decreto con il quale istituisce le Zone pastorali, per l’attuazione nella Diocesi della Pastorale Integrata, secondo le indicazioni della Chiesa Italiana.
L’obiettivo è di valorizzare la presenza delle parrocchie vicine per una migliore utilizzazione delle energie pastorali ed un più efficace impegno missionario.
Il Decreto porta la data del 29 dicembre 2012, festa di s. Colomba vergine e martire, titolare della Basilica Cattedrale.
Omelia per la Solennità dell’Epifania, tenuta dal Vescovo nel corso della Messa dei Popoli. Gloria e pace sono due parole che possiamo selezionare dal vangelo del Natale per riassumerne il mistero: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini, che egli ama”. In parallelo alla gloria e alla pace del Natale, possiamo evidenziare altre due parole – altrettanto luminose e squillanti – dal vangelo dell’Epifania: luce in cielo – è la luce della stella – e gioia sulla terra: “Al vedere la stella (i Magi) provarono una grandissima gioia”.
Omelia tenuta dal Vescovo per la solennità di s. Maria Madre di Dio. C’è un augurio più solenne e commosso, per iniziare questo nuovo anno, della benedizione che abbiamo ascoltato dalla bocca di Mosè? “Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti dia pace e felicità”. E c’è una notizia più ordinaria e insieme più straordinaria di quella che ci è stata recapitata dal calamo di san Paolo? Nel cuore del tempo da una donna umile e povera è nato un bambino, il quale in persona è addirittura il Figlio di Dio, venuto per fare di noi altrettanti veri figli di Dio.
Omelia nel corso della santa Messa per la fine dell’Anno. A questa maestosa ouverture del vangelo di Giovanni io non riesco proprio ad assuefarmi. E neanche voi – ne sono sicuro – fratelli e sorelle. Vi sarete resi conto che abbiamo letto lo stesso brano del giorno di Natale, ma né voi, credo, e neanch’io abbiamo provato la fastidiosa sensazione di una annoiata sazietà, come di fronte alle cose troppe volte dette e sentite.
Omelia tenuta dal Vescovo per il Giorno di Natale. Un frammento luminoso e solenne, ma anche una pagina di estrema serietà quella che ci è stata appena proclamata, fratelli e sorelle. Riascoltiamone almeno l’inizio e la fine: “In principio era il Verbo… E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Queste parole sono brucianti.
Omelia nella Messa di Mezzanotte. La notizia più bella e più scandalosa, la più commovente e più scioccante: Dio si è fatto uomo. L’Immenso si è fatto abbracciare. L’Onnipotente si è fatto impotente. L’Infinito, finito. L’Invisibile, palpabile.
Chiamato a vigilare, attendere, evangelizzare, benedire. Omelia tenuta dal Vescovo per l’ordinazione presbiterale del diacono Eugenio Facondini.
“Voce di uno che grida nel deserto”: il silenzio vasto e intimorito del roccioso deserto di Giuda non riesce ad inghiottire la voce ruvida del Battista, ma la rilancia con eco fragorosa fino a percuotere menti e cuori di gente che accorrono a fiumane lungo il Giordano per farsi battezzare.
Omelia nella Messa esequiale in memoria di Luciano Chicchi
«Si dice che all’interno dei quattro vangeli noti è come se ce ne fosse uno ancora sconosciuto. Ma ogni volta che la fede accenna a rifiorire, è segno che qualcuno ha intravisto quel vangelo” (M. Pomilio).
Omelia tenuta dal Vescovo nel corso della s. Messa per le Aggregazioni Laicali.
Tra il fondamento e il compimento: è qui che si colloca il cammino del cristiano nella storia: nello spessore tridimensionale di passato, presente, futuro.