Menu di servizio


Navigazione


Santi e Beati della Chiesa di Rimini

 

SANTI DELLA CHIESA DI RIMINI

 

San Giuliano, martire

(I metà del III sec.)
(22 giugno)
Sin dal secolo IX è testimoniato a Rimini il culto di S. Giuliano, giovane istriano del III secolo. Secondo la tradizione, risalente al X-XI secolo, fu martirizzato in Flaviade (Cilicia) dal proconsole Marciano. Nel 962 circa il sarcofago del santo, secondo la tradizione popolare, giunse sul litorale di Rimini, nella località successivamente nominata “Sacramora”, e da qui, venne traslata nell’antica abbazia benedettina del SS. Pietro e Paolo (oggi chiesa parrocchiale di S. Giuliano martire). Fu eletto patrono del comune e della città di Rimini nel 1225.
Il suo corpo, insieme al sarcofago (del III sec.), è custodito nella suddetta chiesa parrocchiale del borgo omonimo.

Santa Colomba di Sens,

vergine e martire    (II metà del III sec.)
(Titolare della Chiesa Cattedrale; 29 dicembre)
Colomba proveniva da una famiglia pagana; dopo aver ricevuto il battesimo si stabilì a Sens (Francia). Fu martirizzata per ordine dell’Imperatore Aureliano nella seconda metà del III secolo.
Secondo la tradizione, il culto di S. Colomba giunse a Rimini provvidenzialmente: alcuni mercanti di Sens, che veleggiavano nell’Adriatico portando con loro una reliquia del capo di S. Colomba, furono costretti ad approdare a Rimini, dove la reliquia, accolta da Stemnio, Vescovo della città, fu posta nella Cattedrale

 

San Gaudenzo,

vescovo e martire    (IV sec. ca.)
(Patrono principale della Città e della Diocesi; 14 ottobre)
Il culto per S. Gaudenzo ha radici antichissime. Sulla figura di S. Gaudenzo esistono tradizioni diverse. Gli elementi comuni desunti soprattutto dagli Acta Sincera (così definiti dal baronio) indicano Gaudenzo come un efesino che, intorno al IV sec., venne inviato dal Vescovo di Roma a Rimini per annunciare il Vangelo. Divenuto Vescovo della città Gaudenzo continuò nella sua opera di evangelizzatore: convertì numerose persone, lottò contro i nemici della fede, operò grandi prodigi e, secondo la tradizione attestata dal culto, morì martire, ucciso dagli ariani nel 359 o 360, in seguito alla sua opposizione al conciliabolo ariano riminese del 358.
Nell’uso comune è prevalso il nome Gaudenzo; il nome latino è Gaudentius.

 

Santa Innocenza,

vergine e martire     (IV sec. ca.)
(17 settembre)
Secondo la tradizione, Innocenza, nata in una famiglia nobile e ricca, fu martirizzata a Rimini dall’Imperatore Diocleziano all’età di sedici anni, nel IV secolo.
Nella nostra Diocesi ci sono tracce molto antiche del culto a questa martire. Ancora oggi le è dedicata la parrocchia di Monte Tauro.

Santa Paola

(4 Novembre)
Venerata a Roncofreddo. La prima notizia storica su Paola è fornita dal Cod.Bavaro, databile a secolo X e contenente il registro degli investimenti di fondi fatti dalla chiesa ravennate durante i secoli VII-X. Secondo tradizioni incontrollabili sarebbe nata da umile famiglia di pastori; sarebbe morta in fama di santità all’età di 15 o 16 anni. Le sue reliquie ab immemorabili riposano nella chiesa di Santa Paola, dal XII secolo a lei dedicata, ove si conserva ancora intatto il sarcofago, di tipo tardo romano. Sull’origine del culto mancano dati precisi; ma già nel secolo XII ottenne l’approvazione dell’autorità diocesana e dalla Santa Sede. Il Papa Giovanni Paolo II nella pubblica udienza del 19 Aprile,1980 l’ha nominata, per prima, tra i Santi e i Beati della Chiesa Riminese.

 

Sant’Aldebrando

vescovo    (1164 – 1247 ca.)
(11 maggio)
Nacque a Sorrivoli, comune di Roncofreddo, Diocesi di Cesena, nel 1164. Dopo essersi formato presso la canonica di S. Maria di Porto a Ravenna, nel 1222 fu eletto Preposto del Capitolo della Cattedrale di Rimini. S. Aldebrando rimase in questa carica fino al 1228, anno in cui fu costretto a fuggire a causa di alcuni contrasti creatisi con le autorità cittadine. Fu accolto a Fossombrone dove rimase come Vescovo della città fino alla sua morte, avvenuta nel 1247.

 

BEATI DELLA CHIESA DI RIMINI

 

Beato Amato Ronconi

religioso    (1225 – 1292 ca.)
(8 maggio)
Amato Ronconi nacque a Saludecio da una ricca famiglia verso il 1225. Rimasto presto orfano, trascorse la sua giovinezza con la famiglia del fratello Giacomo. Deciso a vivere secondo il Vangelo si dedicò in un primo tempo all’accoglienza dei poveri e dei pellegrini costruendo per loro un ospizio sul Monte Orciale. Donate poi tutte le sue sostanze ai poveri si ritirò ad una vita di rigorosissima penitenza. Compì ben quattro pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo Giacomo a Compostella. Morì nel 1292 all’età di sessantasei anni. Papa Pio VI ne confermò il culto nel 1776. È ora in corso il processo di canonizzazione; parte attrice della causa: Diocesi di Rimini e Parrocchia S. Biagio (Saludecio).

Beato Gregorio Celli

religioso    (1225 – 1343)
(23 ottobre)
Nato a Verucchio nel 1225, a quindici anni vestì l’abito degli eremiti di S. Agostino. Dieci anni più tardi si ritirò a vita eremitica sul Monte Carnerio (nei pressi di Rieti) dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1343. Il culto per Gregorio Celli incominciò prestissimo e venne confermato da Papa Clemente XIV nel 1769.

Beato Simone Balacchi

religioso    (1240 – 1319)
(3 novembre)
Nacque nel 1240 a Santarcangelo di Romagna; a diciassette anni vestì l’abito di converso nell’Ordine dei Domenicani nel loro convento di Rimini. Si dimostrò esemplare nello spirito di umiltà e di orazione. Morì il 3 novembre 1319. La Congregazione dei Riti approvò il suo culto nel 1820.

Beato Giovanni Gueruli

diacono    (1270 – 1320)
(1 dicembre)
Non si conosce con precisione la data della sua nascita, che gli studiosi collocano intorno al 1270. Giovanni Gueruli fu Canonico della Cattedrale di Rimini, esemplare nella carità, nella sua vita compì numerosi miracoli.
Morì il 1 dicembre 1320. Nel 1808 fu concessa la facoltà di celebrare la messa e l’ufficio in suo onore.

Beata Chiara Agolanti

religiosa    (1280 – 1326)
(9 febbraio)
Chiara Agolanti nacque a Rimini nel 1280 in una famiglia molto ricca. Dopo una giovinezza dissipata, segnata anche da molteplici scandali, Chiara si convertì ed intraprese una vita di carità e di penitenza. Alla morte del secondo marito intensificò le sue penitenze fino alla decisione di formare una comunità di vita cluastrale secondo la regola di Chiara di Assisi, con alcune donne che nel frattempo si erano unite a lei. Durante questo ultimo periodo della sua vita il Signore le fece dono di elevatissime grazie spirituali. Chiara Agolanti morì il 10 febbraio 1326. Gode del culto di Beata per antica tradizione.

Beata Elisabetta Renzi

vergine    (1786 – 1859)
(13 agosto)
Elisabetta Renzi nacque a Saludecio il 19 novembre 1786. Fondò l’Istituto delle Maestre Pie dell’Addolorata per l’educazione cristiana della gioventù. Morì il 14 agosto 1859. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1989.

Beato Pio Campidelli

religioso    (1868 – 1889)
(3 novembre)
Pio Campidelli (nome di battesimo Luigi) nacque a Trebbio di Poggio Berni il 28 aprile 1868; fin da fanciullo manifestò un animo buono, incline alla preghiera e amante dello studio. A quattordici anni vestì l’abito dei passionisti nel convento di Casale. Pio visse esemplarmente nel suo stato, dando a tutti testimonianza di vita coerente e gioiosa. Morì il 2 novembre 1889. Fu proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II nel 1985. È ora in corso il processo di canonizzazione.

Beata Maria Rosa Pellesi

vergine    (1917 – 1972)
(1 dicembre)
Suor Maria Rosa Pellesi (al secolo Bruna) nacque a Morano di Prignano (MO) il 10 novembre 1917 ultima di nove fratelli. Già nella giovinezza in famiglia si era occupata di sei nipotini rimasti orfani. A ventitré anni Bruna partì per Rimini per consacrarsi al Signore. Dopo aver trascorso a Rimini il postulandato e il noviziato, il 24 settembre 1941 vestì l’abito delle Suore Terziarie Francescane di S. Onofrio, chiamate in seguito, su sua proposta, Francescane Missionarie di Cristo. Dopo aver servito per qualche anno i bambini dell’asilo a Sassuolo e a Ferrara Suor Maria Rosa si ammalò e fu costretta ad entrare in sanatorio (1945) a causa di una grave forma di tubercolosi polmonare. Fu l’inizio di un lungo calvario che si concluse solo con la sua morte che avvenne a Sassuolo l’1 dicembre 1972. L’opera apostolica di suor Maria Rosa risplendette soprattutto in questi anni di malattia, tempo in cui consolò e servì tanti che condividevano la sua stessa situazione.
La sua tomba è posta nella chiesa di S. Onofrio in Rimini dal 1994.
Nel febbraio 1977 si iniziò la Causa di Beatificazione. Il 1 luglio 2000 è stato promulgato il decreto sull’eroicità delle virtù ed è stato conferito il titolo di “Venerabile”. Il 26 giugno 2006 veniva pubblicato il Decreto sul miracolo compiuto per intercessione della Beata. È stata proclamata Beata a Rimini, in Basilica Cattedrale, il 29 aprile 2007: “strettamente unita al Signore Gesù povero e crocifisso ha fatto del dolore un canto d’amore alla Santissima Trinità in dono gioioso e offerta di sé”.

Beato Alberto Marvelli

laico    (1918 – 1946)
(5 ottobre)
Nacque a Ferrara il 21 marzo 1918, secondogenito di sette fratelli. Trasferitosi a Rimini con la famiglia nel 1930, Alberto Marvelli si formò nell’oratorio Salesiano; nell’Azione Cattolica, nelle cui file fece le prime esperienze di apostolato; nella FUCI. Laureatosi in ingegneria, lavorò presso la Fiat; fu allievo ufficiale a Trieste. Durante la guerra si prodigò instacabilmente nell’opera dei soccorsi; finiti i combattimenti si impegnò nell’opera di ricostruzione. Nel 1945 entrò a far parte della “Società Operai di Cristo”. Presidente dei Laureati Cattolici, Vice Presidente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica, membro dell’esecutivo della Democrazia Cristiana, membro delle Conferenze di S. Vincenzo, Alberto Marvelli fu animatore di svariate iniziative di carità e di impegno sociale.  Fu Assessore nella prima Giunta Comunale di Rimini costituita nei giorni successivi alla liberazione della Città, nell’autunno 1944; fu Consigliere comunale, Assessore ai Lavori Pubblici, Presidente del Consorzio Idraulico, Capo della Sezione Autonoma del Genio Civile. Morì il 5 ottobre 1946, a 28 anni, investito da un autoveicolo militare delle truppe di occupazione. La sua tomba è nella chiesa di S. Agostino.
Proclamato Beato a Loreto da Giovanni Paolo II il 5 settembre 2004.
La Chiesa lo propone come modello di “santità nel quotidiano” per i cristiani del terzo millennio. Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale a Rimini nel 1982, aveva affermato di lui: “Ha mostrato come, nel mutare dei tempi e delle situazioni, i laici cristiani sappiano dedicarsi senza riserve alla costruzione del regno di Dio nella famiglia, nel lavoro, nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore della società”.
Della Causa di Canonizzazione è parte attrice la Diocesi di Rimini.

 

CAUSE DI BEATIFICAZIONE

 

Venerabile Carla Ronci

(1936 – 1970)
Nacque a Rimini l’11 aprile 1936, primogenita di tre figli. Nell’Anno Santo 1950 iniziò il suo cammino spirituale; si impegnò nell’apostolato giovanile all’interno dell’Azione Cattolica. Nel 1961 entrò nell’Istituto Secolare delle Ancelle della Madre della Misericordia, nel quale emise la professione dei voti. Continuò come consacrata ad impegnarsi in opere di apostolato nella sua parrocchia della B.V. del Carmine di Torre Pedrera. Morì il 2 aprile 1970 dopo alcuni mesi di dolorosa malattia. Nel 1982 la Congregazione per le Cause dei Santi ha emesso il nulla osta per l’introduzione della causa di beatificazione. Il processo, iniziato nella Cattedrale di Rimini con seduta pubblica e solenne il 14 ottobre 1982, è stato chiuso nella stessa Cattedrale il 14 ottobre 1986.

Il 27 marzo 1993 le spoglie mortali della Serva di Dio sono state trasferite nella sua chiesa parrocchiale di Torre Pedrera.
Il 7 luglio 1997 è stato promulgato il decreto sull’eroicità delle virtù ed è stato conferito il titolo di “Venerabile”.
Della Causa di Beatificazione è parte attrice la Diocesi di Rimini.

 

Serva di Dio Angela Molari

(Madre M. Maddalena della SS. Trinità)
(1821 – 1887)
Angela Molari nacque a Rimini il 24 agosto 1821. Fin da giovanissima, pur desiderando una vita dedita alla contemplazione, sentiva il richiamo dell’apostolato volto soprattutto all’educazione delle giovani. All’età di trent’anni con il consenso del Vescovo diocesano fondò alla Colonnella di Rimini la Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione con la Regola di S. Chiara di Assisi e con costituzioni proprie, congregazione dedita alla contemplazione e all’azione apostolica. Dopo una penosa malattia Angela Molari morì il 21 novembre 1887 all’età di 66 anni.
Il 10 maggio 1988 viene introdotta la Causa di Beatificazione.

Serva di Dio Faustina Zavagli

(suor Teresa di Gesù Crocifisso)            (1835 – 1910)
Suor Teresa di Gesù Crocifisso, al secolo Faustina Zavagli, nacque a Rimini il 4 ottobre 1835 e ivi morì il 6 novembre 1910. Di famiglia nobile e ricca, Faustina imparò ad amare, fin da fanciulla, i poveri e la vita semplice e ritirata. Educanda e monaca a Fano, nel 1861 dovette rientrare in famiglia per motivi di salute e non poté più far ritorno alla clausura. Il Signore preparava per lei altre vie.
Divenne terziaria francescana e dietro la guida del Vescovo di Rimini, Mons. Battaglini, si immedesimò nella realtà sociale del suo tempo e divenne missionaria tra le famiglie dei sobborghi di Rimini. Nel 1882 aprì la prima casa di accoglienza per le fanciulle povere ed orfane, presso la chiesa di S. Onofrio.
Completò l’opera con una scuola femminile e un educandato, secondo lo stile del tempo. Nel 1885 diede inizio ad una Famiglia religiosa di Sorelle Terziarie Regolari, che i riminesi chiamarono “Suore di S. Onofrio”. Nel 1888 estese l’opera educativa a Sassuolo, Modena. Vera francescana, Suor Teresa di Gesù Crocifisso visse di preghiera, di abbandono alla Divina Provvidenza, in umiltà e povertà. Dal 1959 riposa nella chiesa della Casa madre delle Suore Francescane Missionarie di Cristo. Nel 1995 è iniziata la Causa di Beatificazione; il Processo diocesano si è concluso il 3 maggio 2003.

Serva di Dio Sandra Sabattini

(1961-1984)
Sandra Sabattini nasce il 19 agosto 1961 nell’Ospedale di Riccione e abita in Misano Adriatico coi genitori, Giuseppe e Agnese Bonini e col fratello Raffaele.
La sua è una famiglia profondamente cristiana, che ad una sana educazione morale unisce l’insegnamento della fede con la parola e la testimonianza.
Già a 10 anni  inizia a scrivere un diario, con questa affermazione. “la vita vissuta senza Dio è un passatempo, noioso o divertente, con cui giocare in attesa della morte”. Nel periodo dell’adolescenza, risolve tutti i suoi problemi facendo una scelta di fondo:.Ora è giunto il momento di accettare tutto il Cristo e cambiarmi radicalmente”.
Un incontro casuale, a 12 anni, con don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che si dedica ai disabili e agli “ultimi” nella società, apre il suo animo ad una dimensione nuova e segna il cammino della sua vocazione e della sua spiritualità: seguire Gesù povero e servo, condividendo la vita degli ultimi.
Non si può andare ai poveri se non si è spiritualmente poveri. Sandra inizia così un serio cammino di ascesi, scavando in se stessa per eliminare difetti e limiti.
Prenderà il diploma di maturità scientifica al Liceo di Rimini nel 1980.
All’Università sceglie la facoltà di medicina, dopo aver verificato nella sua vocazione che quella era la modalità voluta per lei dal Signore, per seguire Lui e condividere la vita degli ultimi.
Tutto il tempo libero dagli studi è per i giovani  disabili e tossicodipendenti.
Viveva intensamente la contemplazione, non solo nella preghiera, ma ma anche nell’azione; aveva capito che contemplazione e azione sono due facce di un medesimo incondizionato amore a Gesù., perciò aveva una forte unità interiore: quello che viveva nel suo intimo con Dio, lo esprimeva in ogni ambito di vita, con tanta semplicità da passare inosservata e con tanta intensità da lasciare un’impronta.
Il suo lavoro interiore era teso a crescere nella conformità alla vita di Gesù povero e servo: la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la devozione alla Madonna col Rosario quotidiano,
la dedizione silenziosa e intensa agli altri rendevano sempre più luminosa la sua vita.
In Comunità conosce un giovane, Guido, che ha i suoi stessi ideali e col quale condivide il lavoro verso gli ultimi; nasce una reciproca simpatia.. Sognano insieme di andare in Africa in una Comunità della Papa Giovanni per dedicarsi agli ultimi degli ultimi.
Il 29 aprile 1984 viene investita da una macchina pirata All’Ospedale S. Orsola muore senza riprendere conoscenza il 2 maggio 1984.
Sandra viene sepolta in terra, per sua espressa volontà, nel cimitero di S. Andrea in Casale
Il 23 settembre 2006 è iniziata la Causa di Beatificazione il Processo diocesano si è concluso il 6 dicembre 2008.
Attore nella Causa. l’Associazione Papa Giovanni XXIII
Vice Postulatori: Mons. Fausto Lanfranchi, don Giuseppe Tognacci