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Progetto Formativo Diocesano

2017gen25

Premessa:

La seguente proposta di “Progetto Formativo Diocesano” si colloca dentro il cammino di promozione di una “Chiesa in uscita missionaria” e in continuità con il percorso della Missione Diocesana.

In specifico, intende rispondere ad alcune esigenze:

  1. Ridestare il fuoco dell’annuncio del vangelo nelle persone già impegnate, rigenerando le motivazioni del servizio
  2. Creare ministerialità laicali che sostengano la vita delle piccole comunità locali
  3. Creare comunione tra persone, operatori pastorali di Comunità parrocchiali della stessa Zona o Unità Pastorale
  4. Accompagnare il cammino formativo dei ministeri il più possibile “in loco”e con ritmi sostenibili , responsabilizzando le Zone Pastorali, con il sussidio degli Uffici Diocesani e dell’ISSR.
  5. Offrire la possibilità di approfondimento teologico/culturale a chi lo desidera

Il Soggetto del Formazione è la Chiesa Locale nelle sue articolazioni di Zone Pastorali, parrocchie e aggregazioni laicali, al cui servizio si pongono gli Uffici Pastorali e l’ISSR.

Si prevedono 3 Livelli di formazione

1. Percorso di base: “risvegliare la fede” (da svolgere in 1 o più zone )

Destinatari:

Si intende offrire una prima formazione di base a livello biblico/spirituale per rimotivare chi è già impegnato in qualche servizio ma anche accompagnare chi desidera approfondire la propria fede e  inserirsi in maniera più consapevole e attiva nella vita della Comunità Cristiana.                                            Il  percorso dovrebbe aiutare a ( ri) scoprire la propria identità battesimale per formare “laici missionari” o “evangelizzatori” , capaci di rendere ragione della propria fede in ogni ambito di vita. Come pure , aiutare ciascuno a fare discernimento in ordine alla scelta del servizio da svolgere.

Metodo:

  1. A) centralità della dimensione “spirituale/vocazionale”, ossia un percorso incentrato sull’ascolto/condivisione della Parola di Dio, in modo da sentirsi interpellati da Gesù che chiama a seguirlo e spendere la vita per lui nella Chiesa
  2. B) una formazione “integrale” che cioè unisca ascolto della Parola di Dio , testimonianze, comunicazione di vita, stile fraterno, impegno di vita.
  3. C) un esperienza di “comunione” che faciliti la conoscenza, la comunione tra persone di diverse comunità parrocchiali della stessa Zona, tra giovani e adulti, sacerdoti, diaconi, religiose e laici
  4. D) una finalità “ministeriale”: che educhi ogni persona al discernimento del proprio modo di servire nella Chiesa e nella società

Svolgimento:

Titolo:  “Strada facendo: un cammino spirituale con il Vangelo di Matteo” 

Si prevedono 7 schede che valorizzino 7 testi biblici di Matteo, collegati alla E.G., secondo lo schema/metodo sperimentato lo scorso anno (per incontri  mensili previsti da Novembre 2016 a Giugno 2017.)

  • Imparare a cercare (Mt 2,1-12)  (il viaggio dei Magi)
  • Imparare a credere (Mt.14, 22-32) (la tempesta sedata)
  • Imparare a gioire (Mt.5,1-10)  (le Beatitudini)
  • Imparare a seguire (Mt.16,21-27)  (La confessione di Pietro)
  • Imparare a condividere (Mt. 14,13-21)   (la condivisione del pane)
  • Imparare a scegliere (Mt.4,1-11)  (Le tentazioni)
  • Imparare ad andare (Mt. 28,16-20)   L’invio in missione)

Gli ultimi 2 incontri mettono a fuoco il discernimento personale su forme possibili di servizio ecclesiale (già in corso o nuovo), come risposta concreta al proprio essere cristiano battezzato

P.S. Queste schede possono essere utile riferimento anche per altri ambiti formativi (gruppi famiglie, gruppi giovanili, piccoli gruppi del vangelo,..) .                                                                    (Cfr. Indicazioni nel sussidio allegato alla Lettera Pastorale del Vescovo)

Cosa richiede questa proposta

  1. Individuare le “zone” in cui si pensa di proporre questo itinerario
  2. Creare una piccola “equipe per la formazione” in loco (composta da 1 prete, un diacono e/o religoso, 1-2 laici) che , coordinandosi con l’equipe di formazione diocesana, cura e anima i vari incontri di formazione.
  3. Inserire questa proposta formativa nelle programmazioni pastorali del prossimo anno, dandole la priorità rispetto ad altre iniziative formative.

2^ Livello:  Formazione specifica per ambiti ministeriali

Poichè si intende rendere protagoniste il più possibile le Zone Pastorali, questo Livello  risulta il meno definito, in quanto si chiarirà progressivamente in connessione con l’esperienza sul campo.  Dipenderà molto dal grado di coinvolgimento delle Zone Pastorali e dei loro pastori.  Starà a loro, insieme ai Consigli Pastorali interparrocchiali, leggere quali sono le esigenze formative più urgenti per gli operatori pastorali delle proprie parrocchie a cui dare risposta.

In concreto, si prevede un percorso in due fasi:

  1. a livello territoriale (1 o più zone o vicariato),  creare uno o più percorsi di accompagnamento delle persone già coinvolte in servizi pastorali o che intendono iniziare, con l’aiuto/sussidio degli Uffici Pastorali. Si tratta di ridare motivazioni al ministero, mettere a confronto esperienze sul campo, cercare soluzioni operative attraverso una ricerca in forma di ‘laboratorio’.
  2. A livello Diocesano: 1 anno di “Teologia Pastorale”  in collaborazione con l’ISSR, con elementi di introduzione alla Bibbia,  liturgia,  teologia pastorale e temi di Dottrina Sociale della Chiesa, a cui orientare tutti gli operatori pastorali, e obbligatorio per coloro che diventeranno Lettori e Accoliti.

A questo si aggiungono, ogni anno, alcuni appuntamenti diocesani per categorie (catechisti, ministri isituiti, pastorale famigliare, operatori caritas,..)

Come partire concretamente?

Considerando che la realtà delle Zone Pastorali è ancora molto fragile e variegata,  ci si muove in modo graduale, cogliendo quelle opportunità che si aprono.  Si tratta di “attivare un processo”

In questo primo anno si ritiene prioritario :

1. Creare e consolidare le “Equipes per la formazione” a livello locale, quali referenti per gli Uffici Pastorali Diocesani.

2. Creare brevi percorsi di accompagnamento degli operatori pastorali negli ambiti di “Servizio alla Parola” (animatori piccoli gruppi del Vangelo, visitatori famiglie, catechisti iniziazione, accompagnatori genitori catechismo, catechisti battesimali,..) e di “Servizio alla Liturgia” (gruppi liturgici, animazione veglie funebri, del canto liturgico, animatori delle Liturgia della Parola in attesa di presbitero,..). Partire per ora in alcune “Zone” (es. Parrocchie in Zone Collinari) in cui si verificano le condizioni di sintonia coi parroci.

A tal fine si sono coinvolti gli Uffici Pastorali della 1^ Area (Evangelizzazione e Liturgia) perchè insieme elaborino dei percorsi da offrire alle Zone interessate.

Gli Uffici delle altre Aree procedono come al solito, offrendo occasioni di formazione più strutturata (es. Percorso ‘Aquila e Priscilla’ per pastorale familiare) o iniziative puntuali a livello diocesano (es. Convegno catechisti, ministri Istituiti, assemble caritas,..).

2. Definire l’impostazione del percorso annuale di “Teologia Pastorale” curata dall’ISSR, da proporre a Settembre 2017, pensato come un “Anno Propedeutico” anche al Corso Ordinario Triennale.

3^ Livello: Formazione di una Coscienza Cristiana adulta

1. Corsi presso l’ISSR

L’ISSR è uno strumento fondamentale e prezioso di cui la Diocesi dispone per rispondere a quella sete di approfondimento teologico/pastorale che diversi laici e operatori pastorali possono manifestare.  Così pure intende dare risposta a quelle ‘domande’ che la cultura di oggi pone come sfida alla coscienza cristiana.

Oltre al Corso Triennale Ordinario e alla Specialistica di indirizzo Pedagogico, può offrire altri percorsi di approfondimento più specifico (es. Master in arte sacra,..) che consentono anche ai nostri operatori pastorali, diaconi e sacerdoti una formazione permanente.

In concreto, attraverso i due livelli precedenti, si intende far crescere “la fame” di questo approfondimento teologico/pastorale tra i nostri laici impegnati.

E’ sempre più necessario, in una progettualità lungimirante, che ogni Zona Pastorale investa sulla formazione teologica di almeno qualche laico ogni anno (es. Catechisti più ‘stagionati’, responsabili dei vari settori,..) , facilitandone la partecipazione all’ISSR,  con un aiuto economico e una verifica personalizzata.  Così pure, occorre  spingere i diaconi permanenti a continuare la loro formazione scegliendo qualche corso presso l’ISSR , più attinente all’ambito pastorale di cui si è responsabili.  Anche molti responsabili di Servizi Diocesani troverebbero giovamento dalla frequentazione all’ ISSR.

A tal fine, va incentivata la sensibilizzazione sul servizio dell’ISSR presso le Parrocchie e le Aggregazioni Laicali.

2. Iniziative culturali a livello Diocesano, promosse da varie realtà ecclesiali

(Centri Culturali, Uffici Pastorali di una stessa Area, Commissione Pace, Progetto Culturale..)  che aiutino a leggere la cultura di oggi e le ‘domande’ più rilevanti   (es. Le sfide della bioetica, vivere la vecchiaia,  senso della malattia e della morte, educare all’amore, accoglienza dei poveri, la situazione della famiglie e della coppia, il rapporto con l’Islam, educazione alla cittadinananza attiva..) confrontandole con il Vangelo e il Magistero della Chiesa.   Anche queste iniziative possono avvalersi del supporto e collaborazione dell’ISSR.

 

 

(25 gennaio 2017)