PARROCHIE

SANTUARIO
DELLA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE

SUL COLLE COVIGNANO DI RIMINI
Via delle Grazie 10 - 47900 RIMINI
Tel. 0541.751061; Fax: 0541.751582

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Le origini della devozione mariana sul colle Covignano appena fuori Rimini, le troviamo con sorpresa in un volumetto di Giuliano Pavon stampato a Venezia nel 1992 intitolato: "Notizie sulla Chiesa di San Marziale a Venezia", nel quale si parla abbondantemente della Madonna di Rimini portandone anche interessanti illustrazioni.

Alla fine del volume vi è un appendice su "Immagine della Beata Vergine Maria venuta da Rimini alla Chiesa di san Marziale" (tratto da un opuscolo devozionale della Scuola) (Cf. pp. 58-60) nel quale viene riferita la storia. Incomincia con queste parole "La divina Provvidenza, la quale spesso si serve di mezzi umili per operare grandi cose, impiegò l'opera di un innocente pastore per arricchire Venezia d'un incomparabile tesoro, qual è la prodigiosa immagine di Maria Vergine onorata nella parrocchiale chiesa di san Marziale". Si ricorda poi come nel 1286 un pastorello di nome Rustico, mentre pascolava sul colle Covignano il suo gregge, entrando nel bosco per ripararsi dal caldo, vide un tronco d'albero che ricordava le sembianze di figura femminile; decise di fare di quel tronco una immagine della B. Vergine; non riuscendo però a scolpirne il volto, fu aiutato da due giovanetti che sopraggiunsero; ultimata la statua i giovani, che si presentarono come angeli, gli dissero di essere stati inviati da Maria e, a nome della Vergine SS.ma, lo pregarono di recarsi dal Vescovo affinché gli fosse concesso di portare la cara immagine al porto per porla su una barca senza marinai e lasciarla a disposizione della Provvidenza.

Sparsasi notizia della cosa accorsero i riminesi per ammirare il prodigio ed il Vescovo indisse una solenne processione per accogliere il desiderio della Madre celeste; giunta la statua al porto fu collocata su una barca che, senza l'aiuto di alcuno, subito si mosse, volgendosi verso Venezia, seguita, su un'altra barca, da alcuni Riminesi. Giunta al porto di Malamocco, si diresse verso la Sacca della Misericordia (di fronte al cimitero di S. Michele in Isola) e subito furono guariti un vecchio cieco ed un giovane muto; la barca raggiunse quindi la chiesa di S. Marziale; qui i Riminesi, giunti poco dopo, parlarono di quanto era accaduto. Fu avvertito il Vescovo della città, il quale volle che l'immagine fosse trasportata in cattedrale; la statua divenne però così pesante che non fu possibile muoverla; fu quindi deciso di collocarla nella chiesa di S. Marziale. Nel 1296 a suo onore si costituì una Confraternita, che ottenne dal Papa numerose indulgenze.

Tutto questo ha certamente sapore di leggenda, ma in questo caso si può dire che la leggenda entra nella storia; infatti anche ai nostri giorni in S. Marziale si venera la "Madonna di Rimini".

In realtà nel volume citato (pp. 11-12) si parla della devozione a questa immagine, si riporta una preghiera formulata dal Patriarca Card. Urbani (1959-1969), viene riportato (p. 21) il frontespizio di un opuscoletto devozionale con l'immagine "formata da gli Angeli in un Heremo nella città d'Arimini"; si ricorda (p. 24) anche che nel 1424 fu costruito un altare in onore della Madonna di Rimini, rinnovato nel 1502; quando nel 1734 la chiesa fu ricostruita (p. 27), fu eretto anche un nuovo altare in onore della Madonna di Rimini (p. 32), altare molto bello e molto ricco come risulta dalla riproduzione posta a p. 33.

La storia della Madonna di Rimini è anche molto presente nell'arte che decora la chiesa: per esempio a p. 1 viene riprodotto il "segnale" della scuola della B. V. delle Grazie nel quale viene raffigurato Rustico che, aiutato dagli angeli, scolpisce la statua della Madonna; a p. 49 si scrive che "nel 1819 i Callido ricostruirono l'organo collocato sulla parete di fondo nella cantoria, che riporta sulla sommità della trabeazione un fregio raffigurante il miracolo della B. V. che giunge nella barca"; a pp. 46-48 si ricorda che, al lato sinistro dell'altare maggiore, sulle pareti della cappella che immette nella sagrestia, "vi sono cinque dipinti di scuola romana del XVI secolo, che narrano il miracolo della statua della Beata Vergine delle Grazie giunta da Rimini dopo essere stata scolpita dal pastore Rustico:

1. Rustico scolpisce il tronco;

2. Rustico venera la statua;

3. La statua della B. V. viene trasportata verso Rimini;

4. Rustico saluta la statua sulla barca nel porto di Rimini (vengono messi bene in evidenza il ponte di Tiberio e il monte Titano (Repubblica di S. Marino);

5. La statua giunge in Venezia e avviene il miracolo" (i 5 quadri vengono riprodotti a p. 49).

A p. 48 viene descritto l'altare della Madonna. Abbiamo anche due grandi tondi dipinti (diam. m. 3) da Sebastiano Ricci che ornano il soffitto della chiesa, eseguiti tra il 1699 e il 1701; riproducono gli angeli che scolpiscono la statua della Madonna (verso l'altare) e l'arrivo della statua della Madonna (verso la porta) (cf. p. 50); questi dipinti sono riprodotti a pp. 52 e 53.

 

Anche sul colle Covignano la devozione iniziò ben presto: alla fine del 1200 fu costruita una cappella in mezzo al bosco, meta di pellegrinaggi da parte dei Riminesi. Nel 1396 il Cavaliere Lodovico di Rinaldo delle Caminate, proprietario del luogo, edificò una piccola chiesa, l'attuale chiesa di destra ma solo fino ai gradini del presbiterio, ed un conventino. Nello stesso anno i Frati Minori Conventuali del convento di S. Francesco di Rimini presero possesso del luogo; ad essi subentrarono nel 1416 i Frati Minori Osservanti. Il primo ottobre 1430 la chiesa fu dedicata e alla cerimonia fu presente Galeotto Roberto Malatesta; nel 1569 furono costruiti il presbiterio e il coro; nel 1578 fu costruita la chiesa di sinistra fino ai gradini dell'attuale altare, le cappelle del crocifisso e di S. Antonio, il porticato davanti alla Chiesa; nel 1610 fu costruito l'altare maggiore, l'ancona della Madonna e il coro; nel 1660 fu costruita l'ultima cappella; nel 1790 lo stile gotico della chiesa primitiva fu convertito in forme barocche, ma, fortunatamente il soffitto ligneo su trasferito nella chiesa di sinistra.

Durante l'ultima guerra fu completamente distrutto il convento, la chiesa di destra e parte della chiesa di sinistra; il tutto fu ricostruito alla fine degli anni quaranta e all'inizio degli anni cinquanta.

E' anche da sottolineare che sul colle Covignano vi è una delle più antiche Via Crucis, certamente la più antica della nostra Regione (è bene ricordare che fino al 1731 il pio esercizio della Via Crucis veniva praticato solo nelle chiese dei Francescani); infatti fu eretta all'inizio del 1500 e prevedeva 7 stazioni in 7 celle molto piccole, dipinte, senza cancelli. Nel 1690 furono ingrandite e portate a 8; furono aggiunte anche altre 6 stazioni ma solo con piccole croci; il P. Fernando da Bologna nel 1717, nelle sue cronache, a p. 190 scrive: "Il P. Ferdinando (il P. Guardiano che curò il lavoro) fu il primo che introdusse in questa Provincia di Bologna il nobile e divotissimo esercizio della Via Crucis, e la piantò la prima volta nel Convento di Santa Maria delle Grazie e dopo in altri luoghi"; nel 1750, quando S. Leonardo da Porto Maurizio (ha predicato la Missione a Rimini nel 1746) stava diffondendo la Via Crucis in Italia, proprio durante l'anno giubilare durante il quale egli eresse la Via Crucis del Colosseo, le 6 croci furono sostituite da altrettante cappelle; furono ingrandite anche le prime otto e l'artista bolognese Carlo Sarti detto il Rodolone preparò le 14 scene in terra cotta (sono state distrutte dalla guerra e qualche frammento è conservato nel chiostro del convento); nel 1759 fu eretta la grande croce di marmo distrutta dalla guerra ed in seguito ricostruita. Completamente distrutte dalla guerra le cappelle furono ricostruite negli anni '50 e le terre cotte del Sarti furono sostituite da grandi (m. 1,90X1,45) e preziose ceramiche dell'artista riminese Morri.

L'immagine della Madonna delle Grazie è stata portata in città varie volte: per la prima volta il 6 gennaio 1787, in occasione di uno spaventoso terremoto; il 25 giugno 1826 per il giubileo del 1725 (nelle cronache si legge che in quell'occasione fu fatta la terza processione in città con l'immagine della Madonna delle Grazie); il 15 maggio 1855, per la chiusura del triduo celebrato in occasione della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione; dal 25 settembre al 3 ottobre 1954 a S. Bernardino, per il centenario del dogma dell'Immacolata; il 27 settembre 1958 sempre a S. Bernardino per il centenario delle apparizioni a Lourdes.

Se passiamo dalla storia alla realtà attuale, dobbiamo riconoscere che continua la devozione alla Madonna delle Grazie, soprattutto nei giorni festivi. Sono tantissimi che vogliono celebrare le nozze davanti all'immagine della Madonna; in media sono una ottantina di matrimoni ogni anno. I Frati si impegnano in particolare ad amministrare la misericordia di Dio, rendendosi sempre disponibili alle confessioni e garantendo la presenza di almeno un sacerdote in confessionale durante tutta la giornata festiva, dalle 8,30 (la prima Messa è alle 9) alle 13 e dalle 15,30 alle 19; in queste ore non è facile avere momenti liberi. Dall'inizio del 1998 i fedeli possono partecipare ad un momento di preghiera dopo la prima Messa vespertina con una mezz'ora di adorazione eucaristica la prima domenica del mese e il rosario nelle altre domeniche; il giorno di S. Francesco del 1998 alla presenza delle autorità civili e militari è iniziata la "Preghiera per Rimini" presieduta da Mons. Aldo Amati Vicario Generale; la preghiera continua: ogni giorno con il rosario prima della Messa vespertina, nei giorni festivi con l'adorazione o il rosario dopo la prima Messa vespertina, il primo sabato di ogni mese con il rosario dalla croce della Via Crucis e la Messa in santuario alle ore 21.

Dal 1998 viene data maggiore importanza al giorno di Pasquetta, sollecitando la partecipazione della gente di mare che ha risposto con entusiasmo all'invito e si è impegnata, con le sue varie associazione, di offrire ogni anno l'olio per la lampada che arde sempre davanti all'immagine della Vergine.

Sempre dal 1988 In agosto abbiamo incominciato ad organizzare, con la collaborazione delle varie società podistiche riminesi e in particolare dello CSI, il "Palio dell'Assunta", gara podistica non competitiva che unisce la Madonna del mare al santuario delle Grazie; il primo palio è stato benedetto al porto da Mons. Aldo Amati Vicario generale.

Dal 1999, in una domenica di maggio, sono invitati quanti si sono sposati in Santuario a ritornare, con le loro famiglie, per un pomeriggio di preghiera e di festa.

Da secoli vengono celebrate, con particolare partecipazione dei fedeli, le solennità dell'Assunta e dell'Immacolata (Esiste ed è attiva anche ai nostri giorni la "Compagnia dell'Immacolata").

Accanto al Santuario vi è un museo di notevole importanza soprattutto per quanto interessa l'arte orientale; buona parte delle opere sono giunte in Italia nel 1898 per essere esposte alla mostra nazionale di Torino organizzata in occasione del cinquantesimo delle Statuto e dedicata alla presenza degli italiani all'estero. Furono accompagnate dal Vescovo Mons. Fogolla martirizzato nel 1900 e dichiarato beato nel 1946.

Celebrandosi in questi anni diverse ricorrenze centenarie: inizio della devozione mariana sul Covignano (1286), erezione della prima chiesa (1396), presenza dei francescani sul colle (1396), erezione della Via Crucis (1550), si è giudicato opportuno prevedere un restauro radicale del santuario, iniziando dal pavimento e giungendo fino al tetto: in particolare è stato restaurato il magnifico soffitto in legno a forma di carena del 1300, gli affreschi del Visacci di Urbino dell'inizio del 1600 che arricchiscono tutta la chiesa di sinistra; le ancone lignee del 1600 delle tre cappelle laterali; l'altare e l'ancona della Madonna delle Grazie; il Crocifisso del 1300 riminese; l'immagine della Madonna delle Grazie (una Annunciazione di Ottaviano Nelli di Gubbio dell'inizio del 1400, una delle primissime tele dipinte); l'ingresso trecentesco; i pochi resti degli affreschi del porticato d'ingresso in parte dell'inizio del 1400 attribuiti ad Ottaviano Nelli, in parte del 1600.

 

ORARIO S.MESSE

INVERNALE

ESTIVO

festivo: 9; 10,30; 12; 16; 17,30
feriale: 6,30; 16.

festivo: 9; 10,30; 12; 17; 18,30
feriale: 6,30; 17.

Orario invernale:
Preghiera per Rimini:
giorni feriali:
S. Rosario: 15,40
giorni festivi:
adorazione eucaristica o Rosario: 16,45
primo sabato del mese: ore 21:
Rosario partendo dalla Croce della Via Crucis; segue la celebrazione dell'Eucaristia.

Orario estivo:
Preghiera per Rimini:
giorni feriali:
S. Rosario: 16,40
giorni festivi:
adorazione eucaristica o Rosario: 17,45
primo sabato del mese: ore 21:
Rosario partendo dalla Croce della Via Crucis; segue la celebrazione dell'Eucaristia.

Durante la quaresima:
Il mercoledì delle ceneri ed ogni venerdì alle ore 15,30
Via Crucis seguendo l'itinerario delle cappelle domenica Via Crucis in chiesa alle ore 16,45
quando il pio esercizio si fa lungo il colle si cantano le strofe del Metastasio, con un antica melodia popolare.