DOCUMENTI GIUBILEO

PROGRAMMA DIOCESANO


LA CHIESA RIMINESE INCONTRO AL TERZO MILLENNIO

Programma Diocesano per l’anno pastorale 1999-2000 e per il Giubileo dell'Anno 2000

Parlando del Giubileo il pensiero corre al suono del corno di ariete (jobel), lo strumento che lo annunciava nell’A.T. e da cui il Giubileo prende il nome: pensare al Giubileo come ad uno squillo di tromba, per destare i cristiani dal torpore e svegliarli ad una fede in Cristo più consapevole, coraggiosa e coerente; per destare anche le nostre comunità ecclesiali, e la Chiesa intera, ad un rinnovato ed entusiasta impegno di annuncio del Vangelo.

1. Linee Teologiche e Spirituali per il Giubileo
Carattere Cristologico
Carattere Trinitario
Carattere "sociale"
2. Linee Pastorali per il Giubileo
Dalla Missione Diocesana al Giubileo.
Diocesanità.
Il Giubileo punto di riferimento di tutta la pastorale.
Linea spirituale-pastorale-educativa.
Anno liturgico, tempi liturgici, vita sacramentale.
Caratterizzazione mariana.
Dimensione ecumenica.
Capillarità della proposta.
Valorizzare i "segni" del Giubileo.
Pellegrinaggio giubilare e Chiese giubilari della Diocesi.
Indulgenza.
"Purificazione della memoria".
Carità.
Comunione con tutta la Chiesa.
Eventi diocesani nell’Anno del Giubileo.
3. Poveri e Giubileo
Promuovere la Caritas in ogni parrocchia.
Per i pellegrini poveri.
"Segni di fratellanza" del Giubileo.
Sostegno e incoraggiamento di iniziative giubilari proposte alla società civile.
4. Ambiti pastorali specifici
Famiglia.
Giovani.
Ambiti sociali, professionali, di lavoro.
Malati.
Famiglia.
Giovani.
Ambiti sociali, professionali, di lavoro.
Malati.
5. Eventi culturali nell’anno giubilare
6. Formazione dei Laici e degli Operatori pastorali
7. Sacerdoti e Diaconi, Religiosi, Religiose
8. Aggregazioni Laicali
9. Accoglienza Pellegrini e pellegrinaggi a Roma
10. Sussidi
Testi

Appendice:
La parrocchia formula il programma per il Giubileo


1. Linee Teologiche e Spirituali per il Giubileo

Carattere Cristologico: si celebrano i 2000 anni dalla nascita di Gesù Cristo. "Fare Giubileo" significa convertirsi a Cristo e impegnarsi nell’annuncio di Cristo (missione).
Carattere Trinitario: "l’obiettivo sarà la glorificazione della Trinità, dalla quale tutto viene e alla quale tutto si dirige, nel mondo e nella storia" (TMA, 55). Lode a Dio: "Per Cristo, con Cristo ed in Cristo a Te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria". "La Chiesa si presenta come un popolo che deriva la sua unità dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (LG, 4): il Giubileo è il coronamento dei tre anni di preparazione, dedicati al Figlio, allo Spirito Santo, al Padre; è occasione felice per restituire ai cristiani la piena coscienza di sentirsi chiamati all’abbraccio del Padre attraverso il Figlio nello Spirito Santo.
Carattere "sociale": la Redenzione è liberazione: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore." (Lc 4,16-21; cfr anche Lev 25). Impegno per la carità e per la giustizia.

In sintesi: scopo del Giubileo e suo "obiettivo prioritario è il rinvigorimento della fede e della testimonianza dei cristiani" (TMA, 42): il Giubileo è un’occasione propizia di conversione del cuore e della vita. Alla luce delle indicazioni del Papa circa il Giubileo (cfr. TMA, IM), volgere l’attenzione alla vita personale, familiare, ecclesiale, sociale, per individuare le situazioni "concrete e prioritarie" che esigono di compiere il cammino di conversione.

 

2. Linee Pastorali per il Giubileo

Il presente Programma copre l’arco di due anni pastorali: 1999 – 2000 e 2000 – 2001. Nella formulazione del Calendario pastorale occorrerà tenere conto che il Giubileo in Diocesi ha inizio il 25.12.1999 e termina il 5.1.2001.

Dalla Missione Diocesana al Giubileo.

La Missione Diocesana del Popolo al Popolo ha preparato e anticipato il Giubileo: ne è stata come un suo "momento" essenziale. La Missione ha messo in chiara evidenza il carattere cristocentrico del Giubileo e il suo richiamo all’impegno missionario della Chiesa. La povertà spirituale e il vuoto di tanta gente ci richiama e ci ricorda che è l’ora della missione, l’ora di aprire le porte del Cenacolo per riscoprire l’urgenza e la bellezza della missione: "la missionarietà fa parte della natura della Chiesa" (TMA, 57); la nostra società, che sempre più si stacca dalle sue radici cristiane, sempre più diventa "terra di missione" (id.). L’ "evento" Missione si salda con il Giubileo e con la Pastorale ulteriore della Diocesi non nel senso di "cose nuove e diverse da fare", ma nel senso della continuità e dello sviluppo organico di ciò che nella Diocesi e nelle Parrocchie è maturato durante la Missione: una vita pastorale più dinamica, aperta e missionaria; persone che si sono impegnate ed "esposte"; interesse per la Parola di Dio; creazione di occasioni per andare agli "altri". Ipotesi di lavoro suggerite:

Promuovere la Parrocchia come "casa di tutti", protesa alla missione nel territorio.

Valorizzare i Consigli Parrocchiali, Pastorale e Affari economici, come luogo privilegiato di partecipazione dei laici, di discernimento e di programmazione pastorale. Come testimonianza di trasparenza e invito alla solidarietà, la CEI rilancia, nell’Anno del Giubileo, la presenza operosa del CPAE in ogni Parrocchia. A livello diocesano prestare attenzione, nei corsi di formazione, ecc., ai membri dei CPP e dei CPAE.

Attivare la Caritas Parrocchiale in tutte le parrocchie dove ancora non è costituita.

Valorizzare gli Operatori pastorali laici, favorendo e sostenendo la loro qualificazione ministeriale. Corsi diocesani.

Diocesanità.

La decisione di celebrare il Giubileo non solo a Roma e in Terra Santa, ma in tutte le Chiese locali e la scelta della Cattedrale come luogo privilegiato della celebrazione del Giubileo, indicano l’importanza della Diocesi che, con il suo Pastore e "da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e dell’Eucaristia, costituisce una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa cattolica e apostolica" (Christus Dominus, 11). Il Giubileo è occasione per dare nuovo slancio alla centralità della Chiesa particolare e per valorizzare la Cattedrale come cuore della Diocesi.

Nella linea della Diocesanità si colloca la preparazione dell’Assemblea Diocesana che si svolgerà nella primavera 2001, anche come apertura del decennio pastorale conseguente alla celebrazione del Giubileo.

Il Giubileo punto di riferimento di tutta la pastorale.

La Diocesi è chiamata a valorizzare il Giubileo e assumerlo come punto di riferimento di tutta l’azione pastorale e missionaria della Diocesi stessa, delle Parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali. Diocesanità e armonia dei programmi pastorali nell’Anno del Giubileo: "L’anno del Giubileo non è un grande contenitore in cui ogni ente, gruppo, movimento, deve fare di tutto per inserire la propria iniziativa, tanto da ridurlo a un palcoscenico attraverso il quale esibire le proprie capacità o attività. Vivere l’anno giubilare significa invece lasciare che il tempo sia di Dio, restituire a Dio il primato. Piena armonia con le proposte dell’anno liturgico" (indicaz. CEI, 3.7.98)

Linea spirituale-pastorale-educativa.

Nel pensare e programmare il Giubileo, deve essere affermata e perseguita una "linea spirituale-pastorale-educativa", affinchè gli "eventi" giubilari siano educativi ed espressivi rispetto a ciò che devono significare, per aiutare tutti a vivere il Giubileo (cioè la conversione, la tensione a Cristo, l’annuncio del Vangelo) nella quotidianità della vita, superando ogni "riduzione" del Giubileo a soli momenti celebrativi o esteriori. Alcune proposte:

Esercizi spirituali del popolo, in Parrocchia.

Corsi di Esercizi Spirituali per giovani, fidanzati, famiglie, ecc.

Rilanciare la preghiera in famiglia.

Via crucis, nei tempi e giorni opportuni.

Adorazione eucaristica prolungata e pubblica (rendere pubblica la data e l’orario).

Anno liturgico, tempi liturgici, vita sacramentale.

Più che fare "altri gesti", occorre valorizzare nell’Anno del Giubileo l’anno liturgico, i tempi liturgici, la vita sacramentale. La liturgia, ben preparata e ben vissuta, accompagnata da appropriata catechesi, oltre che "celebrazione del mistero" è scuola di vita cristiana. Alcune proposte:

Rilanciare e valorizzare il Giorno del Signore.

Valorizzare in chiave di annuncio ai "lontani" la Veglia della notte di Natale.

Celebrazione penitenziale diocesana il mercoledi delle ceneri in Cattedrale.

Celebrazioni penitenziali i venerdi di Quaresima nelle Parrocchie (accordandosi tra parrocchie vicine, si potrebbe svolgere la celebrazione in una parrocchia a turno, in modo da avere i sacerdoti disponibili in tutte).

Situare la predicazione sull’aspetto escatologico della vita umana (ottavario dei defunti in novembre) nel tema cristologico e trinitario (secondo Avvento, andare al Padre).

Caratterizzazione mariana.

"L’affermazione della centralità di Cristo non può essere disgiunta dal riconoscimento del ruolo svolto dalla Sua Santissima Madre. E’ nel suo grembo che il Verbo si è fatto carne!" (TMA, 43). Alcuni suggerimenti:

Celebrazione solenne dell’Annunciazione (sabato 25 marzo) in tutti i Santuari Mariani, in unione con S. Maria Maggiore e Nazaret.

Valorizzare le feste e memorie mariane, il Mese di Maggio e la recita del Rosario.

Canto dell’Inno Akatistos. Ora della Madre, il sabato santo.

Nei santuari: rendere note la recita del Rosario e le altre celebrazioni.

Dimensione ecumenica.

In unione con tutta la Chiesa implorare nell’Anno del Giubileo, con particolare impegno, l’unità dei cristiani. Celebrare con solennità la Settimana di preghiera, in gennaio.

Capillarità della proposta.

Fare giungere la proposta del Giubileo in modo capillare a tutte le persone e a tutti gli ambienti di vita, come già nella Missione Diocesana. L’esperienza della Missione potrà suggerire le iniziative più opportune per andare a tutti. Alcune ipotesi:

Centri di Ascolto del Vangelo. Il confronto con la parola di Dio dovrà orientare la conversione del cuore e dei comportamenti esigita e proposta dal Giubileo.

Si svolgeranno sugli Atti degli Apostoli.

Avranno un ritmo almeno mensile.

Sarà predisposto un sussidio diocesano.

Dare un tono di "annuncio" alla visita pasquale delle case, anche con ministri laici.

Promuovere incontri spirituali con categorie di fedeli, gruppi professionali, ambienti di vita, ecc.

Iniziative culturali in Parrocchia, su temi vicini ai problemi vivi della gente.

Valorizzare i "segni" del Giubileo.

L’essenza del Giubileo è il riferimento della vita a Gesù Cristo; perché questo riferimento risalti in pieno, occorre valorizzare i "segni" del Giubileo come espressione e richiamo di tale riferimento: dal significato ai segni, dai segni al significato. Ad es. passare la Porta Santa visto non come gesto quasi magico, ma come espressione dell’impegno responsabile ad entrare in Cristo e a seguirlo: "Io sono la porta" (Gv 10,7).

Pellegrinaggio giubilare.

"Il pellegrinaggio riporta alla condizione dell’uomo che ama descrivere la propria esistenza come un cammino" (IM, 7). L’esperienza del pellegrinaggio deve risvegliare nel cristiano questa lettura di fede dell’esistenza per approdare ad una purificazione e conversione del cuore e della vita. Il pellegrinaggio, perché sia fruttuoso, va ben presentato (catechesi), preparato, svolto; vi sia l’opportunità per la preghiera, la celebrazione del sacramento della penitenza, la S. Messa. Mai manchi un segno di carità in occasione del pellegrinaggio.

Promuovere pellegrinaggi parrocchiali o per categorie di fedeli, aggregazioni, ecc. alle chiese giubilari della Diocesi (Chiesa Cattedrale, Santuario Madonna di Bonora a Montefiore, Santuario Madonna della Misericordia a Rimini, Santuario delle Grazie a Covignano, Santuario di Casale, Chiesa francescana di Villa Verucchio).

Giornata diocesana in ciascuna chiesa giubilare.

Pellegrinaggio diocesano a Roma.

Catechesi sul senso del pellegrinaggio.

Indulgenza.

Occorre in primo luogo far riscoprire a tutti i cristiani il sacramento della penitenza, come momento fondamentale del ritorno al Signore:

Catechesi previa sul sacramento della penitenza;
Mettere a disposizione dei penitenti sussidi per una seria e aggiornata preparazione e celebrazione del Sacramento;
Maggiore disponibilità di tempo da parte dei sacerdoti per questo ministero, con "orari certi" in chiesa; disponibilità dei sacerdoti alla collaborazione tra parrocchie e chiese vicine per la celebrazione del sacramento.

L’indulgenza giubilare aiuta l’ulteriore cammino di conversione (lo sradicamento delle radici di disordine che il peccato introduce nella nostra vita), per l’intercessione della Chiesa, Corpo mistico di Cristo.

"Purificazione della memoria".

Anche la "Purificazione della memoria" è uno dei "segni" del Giubileo. Ipotesi:

Interrogarsi sulle "situazioni da sanare", sia a livello sociale e civile, che a livello ecclesiale.

Carità.

La carità è un "segno" del Giubileo, e insieme ne è l’aspetto "sociale": la conversione del cuore e della vita deve tradursi in gesti di carità e di liberazione degli oppressi. Va colta in questo senso l’opportunità offerta di acquisire l’indulgenza giubilare "compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente nei fratelli che si trovino in necessità o difficoltà: infermi, carcerati, anziani in solitudine, handicappati, ecc." (Dispos. Indulgenza giubilare). Tale possibilità non va colta come un modo più semplice per ricevere l’indulgenza, o come un gesto isolato di bontà, ma deve diventare un passo all’interno di un cammino di conversione.

Comunione con tutta la Chiesa.

Valorizzare pastoralmente in Diocesi i Grandi Eventi del Giubileo a Roma, in particolare:

Giubileo dei Lavoratori: 1 maggio

Congresso Eucaristico Internazionale: 18-25 giugno

Giubileo dei Giovani: 15-20 agosto (con accoglienza in Diocesi di gruppi di giovani, dal 10 al 14 agosto 2000)

Giubileo delle Famiglie: 14-15 ottobre.

A Rimini si svolgerà il Convegno Internazionale "Per un turismo autenticamente umano" (4-8 settembre), nell’ambito del Giubileo dei Docenti Universitari (Roma, 9-10 settembre).

Collaborare alla richiesta di volontari per il Giubileo a Roma.

Pellegrinaggio Diocesano a Roma, in data e modalità da definire.

Eventi diocesani nell’Anno del Giubileo.

Alcuni eventi esprimono la coralità della Chiesa, e vanno celebrati in contemporaneità con tutta la Chiesa:

Celebrazioni giubilari indicate nella Bolla di indizione: inizio (Natale 1999) e conclusione (5 gennaio 2001).

Veglia di preghiera per il passaggio all’anno 2000.

Altri eventi giubilari diocesani:

Veglia pasquale, con celebrazione in Cattedrale dei sacramenti dell’iniziazione cristiana di tutti i candidati ragazzi e adulti della Diocesi.

Veglia di Pentecoste.

Celebrazione della Cresima in Cattedrale, o in altre grandi chiese, per sottolineare, nell’Anno del Giubileo, lo speciale significato ecclesiale del Sacramento.

"Giubilei" per speciali gruppi di fedeli, soprattutto in quelle circostanze che già rientrano nella tradizione della nostra Diocesi: Vita consacrata, Sacerdoti, malati, lavoratori, ecc.

Celebrazione della Giornata Giubilare Diocesana in ciascuna chiesa giubilare.

3. Poveri e Giubileo

Promuovere la Caritas in ogni parrocchia; per sé non è un gruppo di volontariato, ma il centro di animazione della vita parrocchiale nella dimensione della carità. La Caritas parrocchiale: per sé non è un gruppo di volontariato, ma il centro di animazione della vita parrocchiale nella dimensione della carità. La Caritas parrocchiale:

Coordini l'attività dei gruppi di volontariato presenti in parrocchia.
Si prenda cura dei residenti in condizione di necessità e degli immigrati stabili nel territorio.
Per le persone indigenti di passaggio ci si coordini con la Caritas Diocesana.
Abbia un bilancio proprio, all'interno del bilancio parrocchiale; e lo renda noto ai parrocchiani.

Dove è possibile realizzare il Centro di ascolto Caritas, per incontrare e aiutare le situazioni di difficoltà.

Valorizzare i gesti di riconciliazione, di giustizia e di carità.

Per i pellegrini poveri:

Favorire l’ospitalità presso Parrocchie, Istituti e singole famiglie; in esercizi alberghieri disposti ad offrire posti letto gratuiti.

A livello diocesano: Centro di ascolto ad hoc e "Task force", a cura della Caritas.

Accoglienza per giovani in occasione del Giubileo dei Giovani.

"Segni di fratellanza" del Giubileo:

Struttura abitativa per persone anziane: miniappartamenti autonomi con possibilità di servizi in comune (a Rimini).

Mensa economica (a Rimini).

Centro cittadino Caritas a Spontricciolo (Riccione)

Iniziative nelle Parrocchie.

Sostegno e incoraggiamento di iniziative giubilari proposte alla società civile.

Campi nomadi: insistere per attuazione impegni presi da Amministrazioni pubbliche.

Remissione del debito, a livello internazionale.

Abolizione o remissione della pena di morte, nei Paesi ove è in vigore.

Esprimere la sacralità della vita umana valutando la proposta di seppellire i feti (dopo l’aborto).


4. Ambiti pastorali specifici

Famiglia.

Dare rilievo alla pastorale della famiglia:

Porre la famiglia al centro dell’attenzione e della vita pastorale della parrocchia.
Qualificare anche sul piano spirituale i Corsi in preparazione al matrimonio.
Valorizzare occasioni di spiritualità (ritiri, esercizi, ecc.) per coppie.
Suggerire la preghiera quotidiana in famiglia.
Aiuto educativo alle famiglie con figli piccoli, adolescenti, giovani.
Promuovere forme di carità e di accoglienza familiare.
Affrontare nel CPP il problema della pastorale delle famiglie in situazione difficile o irregolare, in sintonia con le indicazioni della Chiesa (cfr. CEI, "Direttorio di Pastorale Familiare", pp. 165-192).
Ove è possibile, anche in collaborazione tra parrocchie vicine, promuovere o potenziare il Centro di ascolto familiare (per famiglie in difficoltà).
Celebrazione in parrocchia, ove ritenuto opportuno, del Giubileo delle famiglie.
Iniziative per gli anziani.

 

Giovani.

Progettare e lavorare insieme (parrocchie, aggregazioni giovanili, ecc.), in un impegno coordinato dall'Ufficio di Pastorale Giovanile.

Seguire il cammino formativo dell'anno (cfr. "Proposta di formazione cristiana ai giovani della Diocesi di Rimini").

Dare rilievo alla formazione spirituale, apostolica, vocazionale.

Valorizzare nell'Anno del Giubileo:

Iniziative giubilari per i giovani: pellegrinaggi giovanili, ecc.
Giornata Diocesana dei Giovani.
La Croce dei Giovani: passaggio a Rimini (25-30 aprile 2000).
Giubileo dei Giovani:
Accoglienza a Rimini dei giovani dal 10 al 14 agosto 2000.
Partecipazione a Roma, dal 15 al 19 agosto 2000.

 

Ambiti sociali, professionali, di lavoro.

Valorizzando l'esperienza positiva della Missione Diocesana, promuovere a livello diocesano o cittadino alcuni "Giubilei" per categorie professionali. Tenendo presente che per proporre il "Giubileo" occorre dare anche l'opportunità della celebrazione del sacramento della penitenza e dell'Eucaristia.

Anche nelle parrocchie è necessario vi sia speciale attenzione per tali categorie di persone.

 

Malati.

Coinvolgere i Malati e vivere l’attenzione pastorale e caritativa nel clima del Giubileo.

Ricordare che anche i malati possono implorare l’Indulgenza del giubileo, a condizioni ad essi possibili.

Promuovere il "pellegrinaggio a Cristo presente" nelle persone degli infermi, specialmente in condizione di solitudine: compagnia, servizio, assistenza.

Valorizzare l’associazionismo e il volontariato al servizio dei malati.

Celebrazione pubblica e solenne dell’Unzione degli Infermi; a domicilio per coloro che sono impediti.

Nell’Anno del Giubileo: nessun malato senza la Comunione in casa, nel Giorno del Signore.

 

5. Eventi culturali nell’anno giubilare

Collaterale, ma non estraneo all’impegno più esplicitamente spirituale e pastorale, è l’impegno culturale tendente, in occasione del Giubileo, a far cogliere le radici cristiane della nostra società e come l’evento cristiano permea e trasforma la storia e la cultura.

Alcune iniziative già in cantiere, anche con la collaborazione di altre Istituzioni:

Tempio Malatestiano, Cattedrale della Diocesi (nel 2000 si ricorda il 550° della costruzione dell’Alberti e il 50° della ricostruzione post bellica): restauro completo, adeguamento liturgico dell’abside, illuminazione.
"Lungo la storia di una fede antica". Libro divulgativo sulla storia della Chiesa Riminese attraverso le testimonianze monumentali e artistiche. Suo lancio, presentazione e distribuzione da collocare in contesto ecclesiale.
"Luoghi sacri del riminese - Itinerari giubilari". Guida sintetica e promozionale.
Restauro di S. Fortunato e del campanile di S. Agostino.
Restauro di 47 quadri religiosi esposti nelle chiese, promosso dalla Provincia.
"Messa S. Colomba/S. Gaudenzo", composta dal M.° Marco Gemmani, per il Natale 1999.
Mostra didattica "Dalla Terra alle genti" (autunno 1999).

Opportunità che le Parrocchie:

Curino l’accessibilità, la dignità, la custodia e la pulizia delle chiese.

Promuovano iniziative culturali e collaborino con le Amministrazioni locali alla formulazione di programmi culturali in sintonia con il Giubileo.

 

6. Formazione dei Laici e degli Operatori pastorali

I fedeli laici sono chiamati ad essere a pieno titolo, in forza del battesimo e della confermazione, protagonisti "da laici" alla vita e alla missione della Chiesa. Per avere laici adulti nella fede, partecipi e coinvolti nella vita della Chiesa, responsabili e competenti, occorre offrire loro adeguata formazione a livello personale, parrocchiale e diocesano.

A livello diocesano:

Corso di formazione per Operatori pastorali (Corso di base: ottobre-dicembre 1999).
Ulteriore formazione per i candidati all'accolitato, al lettorato, alla funzione di "animatore" dei catechisti (gennaio-febbraio 2000).
Corso di Dottrina sociale della Chiesa (gennaio-marzo 2000).
Istituto di Scienze Religiose:
Corso istituzionale, quadriennale.
Seminari di approfondimento per alcuni ambiti pastorali (per Operatori che hanno già frequentato il Corso di base)

 

7. Sacerdoti e Diaconi, Religiosi, Religiose

Promuovere una adeguata preparazione dei sacerdoti.

Approfondire il tema conversione - sacramento della riconciliazione - dottrina delle indulgenze.

Approfondire il significato e il metodo del pellegrinaggio.

Celebrazione del Giubileo dei Sacerdoti e Diaconi: mercoledi santo, S. Messa del Crisma.

 

I Religiosi sono specialmente impegnati:

Nel sacramento della penitenza.

Nella predicazione.

Nell'accoglienza spirituale nelle rispettive chiese, specialmente quelle "giubilari".

Promuovere la partecipazione dei Religiosi sacerdoti impegnati nella vita pastorale alle iniziative del Presbiterio diocesano.

 

Le Religiose nell'Anno del Giubileo sono coinvolte: nell'Anno del Giubileo sono coinvolte:

Nella pastorale parrocchiale.

Nelle scuole di ogni ordine e grado da esse condotte, nell'annuncio e nella proposta del Giubileo agli alunni, ai docenti e ai genitori.

Nei centri di assistenza da esse gestiti, facendoli diventare sempre più luoghi di fraternità e di preghiera.

Nelle opere da esse gestite, perché siano in sintonia con lo stile del Giubileo.

Nei conventi e nella clausura, con l'unione costante alla Chiesa mediante la preghiera.

Celebrazione del Giubileo per la Vita Consacrata: Giornata della Vita Consacrata: 2 febbraio 2000.

 

8. Aggregazioni Laicali

Le Aggregazioni laicali vivono il Giubileo nell'ambito della Chiesa Riminese, portando alle iniziative diocesane e parrocchiali il contributo della loro specifica competenza e caratterizzazione spirituale e pastorale. Sono anche impegnate, nei rispettivi campi di presenza pastorale e apostolica, a favorire l’incontro con la proposta di fede e di conversione del Giubileo.

 

9. Accoglienza Pellegrini e pellegrinaggi a Roma

Accoglienza e permanenza di pellegrini provenienti da altri Paesi: programma di lavoro di Ariminum Viaggi, Interfaccia per la Romagna del Servizio Accoglienza Centrale.
Pellegrinaggi (parrocchiali, ecc.) a Roma: tramite la stessa Interfaccia. Prenotazione degli eventi del Giubileo e della Carta del pellegrino.

 

10. Sussidi

Sono previste schede esplicative su singoli argomenti, per la celebrazione del sacramento della penitenza, la catechesi popolare, i Centri di ascolto del Vangelo, l’acquisizione dell’indulgenza, ecc.
Icona della Diocesi per il Giubileo, da distribuire nelle famiglie in occasione della benedizione pasquale.
L'uso del "logo" del Giubileo è permesso alle parrocchie, chiese e altre realtà ecclesiali; può essere usato solo per iniziative strettamente ecclesiali.

 

Testi

Tertio millennio adveniente, Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, 1994

Incarnationis mysterium, Bolla di indizione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, 1998

Disposizioni per l’acquisto dell’indulgenza giubilare, Penitenzieria apostolica

Calendario dell’Anno Santo 2000, Comitato Centrale Grande Giubileo

Il dono dell’indulgenza, Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo

Amore preferenziale per i poveri e Giubileo del 2000, Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo, Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo

Il Pellegrinaggio del Grande Giubileo del 2000, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti

Il Pellegrinaggio alle soglie del terzo millennio, Nota pastorale, Commissione Ecclesiale CEI per la pastorale del tempo libero., Nota pastorale, Commissione Ecclesiale CEI per la pastorale del tempo libero.

 

Appendice

LA PARROCCHIA FORMULA IL PROGRAMMA PER IL GIUBILEO

 

Il volto della Parrocchia:

La Parrocchia é la "Casa di tutti" fraterna e accogliente; valorizza tutte le vocazioni; promuove iniziative, rivolte a tutti, atte a favorire la partecipazione e la crescita dello spirito di famiglia.
La Parrocchia è protesa alla missione nel suo territorio: annuncio del Vangelo; attenzione ai "lontani"; iniziative atte a promuovere cultura, aggregazione e promozione umana; cura delle povertà antiche e nuove; spirito di servizio nei confronti dei problemi umani presenti nel territorio.
La Parrocchia è Comunità che promuove e valorizza la collaborazione e la responsabilità dei laici.
La Parrocchia è cellula viva della Chiesa particolare; educa e coltiva il senso della Diocesi e della Chiesa universale.

 

La preparazione del Programma Parrocchiale per il Giubileo avviene in analogia a quanto la Parrocchia ha già fatto per formulare il suo programma per la Missione Diocesana.

 

Occorre che ogni parrocchia tenga presenti:

Il cammino già fatto in occasione della Missione Diocesana.
Le indicazioni programmatiche della Diocesi contenute nel presente sussidio. Molte indicazioni e numerose iniziative ivi proposte possono essere accolte dalla Parrocchia ed entrare nel Progetto parrocchiale.
Le iniziative giubilari e pastorali diocesane.
Le indicazioni della S. Sede e della CEI.

Itinerario per la formulazione del Programma: il Consiglio Pastorale Parrocchiale è l'ambito nel quale si svolge il lavoro di verifica-riflessione-preparazione del Programma parrocchiale per il Giubileo.

Si parte dalla verifica della Missione Diocesana; è stata già fatta in molte parrocchie; chi non l'avesse fatta, la compia, perché tale verifica è previa alla proposta di ulteriori programmi pastorali.

Quali obiettivi ha realizzato la parrocchia mediante la Missione Diocesana:

Mobilitazione delle persone.
Maggiore spirito missionario, coraggio, intraprendenza.
Apertura della parrocchia ai "lontani" e a tutto il territorio (inteso come: tutte le persone e le situazioni di vita presenti nel territorio).
Sperimentazione o consolidamento di nuove vie di evangelizzazione capillare:

Incontro personale: Vangelo recato porta a porta.
Centri di ascolto del Vangelo.
Missione Giovani: iniziative.
Missione negli ambiti di vita, professionali, ecc.

3. Quali obiettivi la Parrocchia intende o desidera realizzare nel Giubileo?

Privilegiando quali iniziative?
Valorizzando - e come - i "segni" del Giubileo?
Il CPP formula il Programma parrocchiale del Giubileo.
Il CPP predispone il Calendario parrocchiale del Giubileo, con attenzione al calendario diocesano. E’ opportuno inviare il Programma alla Segreteria Diocesana.