LA CHIESA RIMINESE INCONTRO AL TERZO MILLENNIO
Programma Diocesano per l’anno
pastorale 1999-2000 e per il Giubileo dell'Anno 2000
Parlando
del Giubileo il pensiero corre al suono del corno di ariete (jobel), lo
strumento che lo annunciava nell’A.T. e da cui il Giubileo prende il nome:
pensare al Giubileo come ad uno squillo di tromba, per destare i cristiani
dal torpore e svegliarli ad una fede in Cristo più consapevole, coraggiosa
e coerente; per destare anche le nostre comunità ecclesiali, e la Chiesa
intera, ad un rinnovato ed entusiasta impegno di annuncio del Vangelo.
1. Linee Teologiche e Spirituali
per il Giubileo
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Carattere
Cristologico: si celebrano i 2000 anni dalla nascita di Gesù Cristo.
"Fare Giubileo" significa convertirsi a Cristo e impegnarsi nell’annuncio
di Cristo (missione). |
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Carattere
Trinitario: "l’obiettivo sarà la glorificazione della Trinità,
dalla quale tutto viene e alla quale tutto si dirige, nel mondo e nella
storia" (TMA, 55). Lode a Dio: "Per Cristo, con Cristo ed in
Cristo a Te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria". "La Chiesa si presenta come un popolo che
deriva la sua unità dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo" (LG, 4): il Giubileo è il coronamento dei tre anni di
preparazione, dedicati al Figlio, allo Spirito Santo, al Padre; è
occasione felice per restituire ai cristiani la piena coscienza di
sentirsi chiamati all’abbraccio del Padre attraverso il Figlio nello
Spirito Santo. |
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Carattere
"sociale": la Redenzione è liberazione: "Lo Spirito del
Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi
ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai
prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà
gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore." (Lc
4,16-21; cfr anche Lev 25). Impegno per la carità e per la giustizia. |
In sintesi: scopo
del Giubileo e suo "obiettivo prioritario è il rinvigorimento della fede e
della testimonianza dei cristiani" (TMA, 42): il Giubileo è un’occasione
propizia di conversione del cuore e della vita. Alla luce delle indicazioni del
Papa circa il Giubileo (cfr. TMA, IM), volgere l’attenzione alla vita
personale, familiare, ecclesiale, sociale, per individuare le situazioni
"concrete e prioritarie" che esigono di compiere il cammino di
conversione.
2.
Linee Pastorali per il Giubileo
Il presente
Programma copre l’arco di due anni pastorali: 1999 – 2000 e 2000 – 2001.
Nella formulazione del Calendario pastorale occorrerà tenere conto che il
Giubileo in Diocesi ha inizio il 25.12.1999 e termina il 5.1.2001.
La Missione
Diocesana del Popolo al Popolo ha preparato e anticipato il Giubileo: ne è
stata come un suo "momento" essenziale. La Missione ha messo in chiara
evidenza il carattere cristocentrico del Giubileo e il suo richiamo all’impegno
missionario della Chiesa. La povertà spirituale e il vuoto di tanta gente ci
richiama e ci ricorda che è l’ora della missione, l’ora di aprire le porte
del Cenacolo per riscoprire l’urgenza e la bellezza della missione: "la
missionarietà fa parte della natura della Chiesa" (TMA, 57); la nostra
società, che sempre più si stacca dalle sue radici cristiane, sempre più
diventa "terra di missione" (id.). L’ "evento" Missione
si salda con il Giubileo e con la Pastorale ulteriore della Diocesi non nel
senso di "cose nuove e diverse da fare", ma nel senso della
continuità e dello sviluppo organico di ciò che nella Diocesi e nelle Parrocchie è maturato
durante la Missione: una vita pastorale più dinamica, aperta e missionaria;
persone che si sono impegnate ed "esposte"; interesse per la Parola di
Dio; creazione di occasioni per andare agli "altri". Ipotesi di lavoro
suggerite:
Promuovere la Parrocchia come "casa
di tutti", protesa alla missione nel territorio.
Valorizzare i Consigli Parrocchiali,
Pastorale e Affari economici, come luogo privilegiato di partecipazione dei laici, di
discernimento e di programmazione pastorale.
Come testimonianza di trasparenza e invito alla solidarietà, la CEI
rilancia, nell’Anno del Giubileo, la presenza operosa del CPAE in ogni
Parrocchia. A livello diocesano prestare attenzione, nei corsi di
formazione, ecc., ai membri dei CPP e dei CPAE.
Attivare la Caritas Parrocchiale in tutte
le parrocchie dove ancora non è costituita.
Valorizzare gli Operatori pastorali laici,
favorendo e sostenendo la loro qualificazione ministeriale. Corsi diocesani.
Diocesanità.
La decisione di
celebrare il Giubileo non solo a Roma e in Terra Santa, ma in tutte le Chiese
locali e la scelta della Cattedrale come luogo privilegiato della celebrazione
del Giubileo, indicano l’importanza della Diocesi che, con il suo Pastore e
"da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e dell’Eucaristia,
costituisce una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa
di Cristo, una, santa cattolica e apostolica" (Christus Dominus, 11). Il Giubileo è occasione per dare nuovo
slancio alla centralità della Chiesa particolare e per valorizzare la Cattedrale come
cuore della Diocesi.
Nella linea della
Diocesanità si colloca la preparazione dell’Assemblea Diocesana che
si svolgerà nella primavera 2001, anche come apertura del decennio pastorale
conseguente alla celebrazione del Giubileo.
Il Giubileo punto di
riferimento di tutta la pastorale.
La Diocesi è
chiamata a valorizzare il Giubileo e assumerlo come punto di riferimento di
tutta l’azione pastorale e missionaria della Diocesi stessa, delle Parrocchie
e di tutte le realtà ecclesiali. Diocesanità e armonia dei programmi
pastorali nell’Anno del Giubileo: "L’anno del Giubileo non è un grande
contenitore in cui ogni ente, gruppo, movimento, deve fare di tutto per inserire
la propria iniziativa, tanto da ridurlo a un palcoscenico attraverso il quale
esibire le proprie capacità o attività. Vivere l’anno giubilare significa
invece lasciare che il tempo sia di Dio, restituire a Dio il primato. Piena
armonia con le proposte dell’anno liturgico" (indicaz. CEI, 3.7.98)
Linea spirituale-pastorale-educativa.
Nel pensare e
programmare il Giubileo, deve essere affermata e perseguita una "linea spirituale-pastorale-educativa",
affinchè gli "eventi" giubilari siano educativi ed espressivi
rispetto a ciò che devono significare, per aiutare tutti a vivere il Giubileo
(cioè la conversione, la tensione a Cristo, l’annuncio del Vangelo) nella quotidianità della vita,
superando ogni "riduzione" del Giubileo a soli momenti celebrativi o esteriori. Alcune
proposte:
Esercizi spirituali del popolo, in
Parrocchia.
Corsi di Esercizi Spirituali per giovani,
fidanzati, famiglie, ecc.
Rilanciare la preghiera in famiglia.
Via crucis, nei tempi e giorni opportuni.
Adorazione
eucaristica prolungata e pubblica (rendere pubblica la data e l’orario).
Anno liturgico, tempi
liturgici, vita sacramentale.
Più che fare
"altri gesti", occorre valorizzare nell’Anno del Giubileo l’anno
liturgico, i tempi liturgici, la vita sacramentale. La liturgia, ben
preparata e ben vissuta, accompagnata da appropriata catechesi, oltre che
"celebrazione del mistero" è scuola di vita cristiana. Alcune
proposte:
Rilanciare e valorizzare il Giorno del
Signore.
Valorizzare in chiave di annuncio ai
"lontani" la Veglia della notte di Natale.
Celebrazione penitenziale diocesana il
mercoledi delle ceneri in Cattedrale.
Celebrazioni penitenziali i venerdi di
Quaresima nelle Parrocchie (accordandosi tra parrocchie vicine, si potrebbe svolgere la
celebrazione in una parrocchia a turno, in modo da avere i sacerdoti disponibili in
tutte).
Situare la
predicazione sull’aspetto escatologico della vita umana (ottavario dei
defunti in novembre) nel tema cristologico e trinitario (secondo Avvento,
andare al Padre).
Caratterizzazione
mariana.
"L’affermazione della
centralità di Cristo non può essere disgiunta dal riconoscimento del ruolo
svolto dalla Sua Santissima Madre. E’ nel suo grembo che il Verbo si è fatto
carne!" (TMA, 43). Alcuni suggerimenti:
Celebrazione solenne dell’Annunciazione
(sabato 25 marzo) in tutti i Santuari Mariani, in unione con S. Maria
Maggiore e Nazaret.
Valorizzare le feste e memorie mariane, il
Mese di Maggio e la recita del Rosario.
Canto dell’Inno Akatistos.
Ora della Madre, il sabato santo.
Nei santuari: rendere note la recita del
Rosario e le altre celebrazioni.
Dimensione
ecumenica.
In unione con tutta la Chiesa
implorare nell’Anno del Giubileo, con particolare impegno, l’unità dei
cristiani. Celebrare con solennità la Settimana di preghiera, in gennaio.
Capillarità
della proposta.
Fare giungere la proposta del Giubileo
in modo capillare a tutte le persone e a tutti gli ambienti di vita, come
già nella Missione Diocesana. L’esperienza della Missione potrà suggerire le
iniziative più opportune per andare a tutti. Alcune ipotesi:
Centri di Ascolto del Vangelo. Il
confronto con la parola di Dio dovrà orientare la conversione del cuore e dei
comportamenti esigita e proposta dal Giubileo.
Si svolgeranno sugli Atti degli Apostoli.
Avranno un ritmo almeno mensile.
Sarà predisposto un sussidio diocesano.
Dare un tono di "annuncio" alla
visita pasquale delle case, anche con ministri laici.
Promuovere incontri spirituali con
categorie di fedeli, gruppi professionali, ambienti di vita, ecc.
Iniziative culturali in Parrocchia, su
temi vicini ai problemi vivi della gente.
Valorizzare i
"segni" del Giubileo.
L’essenza del Giubileo è il
riferimento della vita a Gesù Cristo; perché questo riferimento risalti in
pieno, occorre valorizzare i "segni" del Giubileo come espressione e richiamo
di tale riferimento: dal significato ai segni, dai segni al significato. Ad es.
passare la Porta Santa visto non come gesto quasi magico, ma come espressione
dell’impegno responsabile ad entrare in Cristo e a seguirlo: "Io sono la
porta" (Gv 10,7).
Pellegrinaggio
giubilare.
"Il pellegrinaggio riporta
alla condizione dell’uomo che ama descrivere la propria esistenza come un
cammino" (IM, 7). L’esperienza del pellegrinaggio deve risvegliare nel
cristiano questa lettura di fede dell’esistenza per approdare ad una
purificazione e conversione del cuore e della vita. Il pellegrinaggio, perché
sia fruttuoso, va ben presentato (catechesi), preparato, svolto; vi sia l’opportunità
per la preghiera, la celebrazione del sacramento della penitenza, la S. Messa.
Mai manchi un segno di carità in occasione del pellegrinaggio.
Promuovere pellegrinaggi parrocchiali o
per categorie di fedeli, aggregazioni, ecc. alle chiese giubilari della Diocesi
(Chiesa Cattedrale, Santuario Madonna di Bonora a Montefiore, Santuario Madonna della
Misericordia a Rimini, Santuario delle Grazie a Covignano, Santuario di Casale, Chiesa
francescana di Villa Verucchio).
Giornata diocesana in ciascuna chiesa
giubilare.
Pellegrinaggio diocesano a Roma.
Catechesi sul senso del pellegrinaggio.
Indulgenza.
Occorre in primo luogo far riscoprire a
tutti i cristiani il sacramento della penitenza, come momento fondamentale del
ritorno al Signore:
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Catechesi
previa sul sacramento della penitenza; |
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Mettere a disposizione dei
penitenti sussidi per una seria e aggiornata preparazione e celebrazione del Sacramento; |
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Maggiore disponibilità di
tempo da parte dei sacerdoti per questo ministero, con "orari certi" in chiesa;
disponibilità dei sacerdoti alla collaborazione tra parrocchie e chiese vicine per la
celebrazione del sacramento. |
L’indulgenza giubilare
aiuta l’ulteriore cammino di conversione (lo sradicamento delle radici di
disordine che il peccato introduce nella nostra vita), per l’intercessione
della Chiesa, Corpo mistico di Cristo.
"Purificazione della
memoria".
Anche la "Purificazione della
memoria" è uno dei "segni" del Giubileo. Ipotesi:
Interrogarsi sulle "situazioni da
sanare", sia a livello sociale e civile, che a livello ecclesiale.
Carità.
La carità è un
"segno" del Giubileo, e insieme ne è l’aspetto "sociale":
la conversione del cuore e della vita deve tradursi in gesti di carità e di
liberazione degli oppressi. Va colta in questo senso l’opportunità offerta di
acquisire l’indulgenza giubilare "compiendo un pellegrinaggio verso
Cristo presente nei fratelli che si trovino in necessità o difficoltà:
infermi, carcerati, anziani in solitudine, handicappati, ecc." (Dispos.
Indulgenza giubilare). Tale possibilità non va colta come un modo più semplice
per ricevere l’indulgenza, o come un gesto isolato di bontà, ma deve
diventare un passo all’interno di un cammino di conversione.
Comunione
con tutta la Chiesa.
Valorizzare pastoralmente in Diocesi i Grandi
Eventi del Giubileo a Roma, in particolare:
Giubileo dei Lavoratori:
1 maggio
Congresso Eucaristico
Internazionale: 18-25 giugno
Giubileo dei Giovani:
15-20 agosto (con accoglienza in Diocesi di gruppi di giovani, dal 10 al 14
agosto 2000)
Giubileo delle
Famiglie: 14-15 ottobre.
A Rimini si svolgerà il Convegno Internazionale "Per un turismo autenticamente umano"
(4-8 settembre), nell’ambito del Giubileo dei Docenti Universitari (Roma,
9-10 settembre).
Collaborare alla richiesta di volontari per il Giubileo a
Roma.
Pellegrinaggio Diocesano a Roma, in data e modalità da
definire.
Eventi
diocesani nell’Anno del Giubileo.
Alcuni eventi esprimono la coralità della Chiesa, e vanno
celebrati in contemporaneità con tutta la Chiesa:
Celebrazioni giubilari indicate nella Bolla di indizione: inizio
(Natale 1999) e conclusione (5 gennaio 2001).
Veglia di preghiera per il passaggio all’anno
2000.
Altri eventi giubilari diocesani:
Veglia pasquale, con celebrazione in Cattedrale
dei sacramenti dell’iniziazione cristiana di tutti i candidati ragazzi e
adulti della Diocesi.
Veglia di Pentecoste.
Celebrazione della Cresima in Cattedrale, o in
altre grandi chiese, per sottolineare, nell’Anno del Giubileo, lo speciale
significato ecclesiale del Sacramento.
"Giubilei" per speciali gruppi di fedeli, soprattutto
in quelle circostanze che già rientrano nella tradizione della nostra Diocesi: Vita
consacrata, Sacerdoti, malati, lavoratori, ecc.
Celebrazione della Giornata Giubilare Diocesana in ciascuna
chiesa giubilare.
3.
Poveri e Giubileo
Promuovere la Caritas in ogni parrocchia; per sé non è un
gruppo di volontariato, ma il centro di animazione della vita parrocchiale nella
dimensione della carità. La Caritas parrocchiale: per sé
non è un gruppo di volontariato, ma il centro di animazione della vita
parrocchiale nella dimensione della carità. La Caritas parrocchiale:
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Coordini
l'attività dei gruppi di volontariato presenti in parrocchia. |
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Si prenda cura dei residenti in
condizione di necessità e degli immigrati stabili nel territorio. |
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Per le persone indigenti di
passaggio ci si coordini con la Caritas Diocesana. |
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Abbia un bilancio proprio,
all'interno del bilancio parrocchiale; e lo renda noto ai parrocchiani. |
Dove è possibile realizzare il Centro
di ascolto Caritas, per incontrare e aiutare le situazioni di difficoltà.
Valorizzare i gesti di riconciliazione, di
giustizia e di carità.
Favorire l’ospitalità
presso Parrocchie, Istituti e singole famiglie; in esercizi alberghieri
disposti ad offrire posti letto gratuiti.
A livello diocesano: Centro di ascolto ad
hoc e "Task force", a cura della Caritas.
Accoglienza per giovani in occasione del
Giubileo dei Giovani.
Struttura abitativa per
persone anziane: miniappartamenti autonomi con possibilità di servizi in comune (a
Rimini).
Mensa economica (a Rimini).
Centro cittadino Caritas a
Spontricciolo (Riccione)
Iniziative nelle Parrocchie.
Campi nomadi: insistere per attuazione
impegni presi da Amministrazioni pubbliche.
Remissione del debito, a livello
internazionale.
Abolizione o remissione della pena di
morte, nei Paesi ove è in vigore.
Esprimere la sacralità
della vita umana valutando la proposta di seppellire i feti (dopo l’aborto).
4.
Ambiti pastorali specifici
Famiglia.
Dare rilievo alla pastorale della famiglia:
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Porre la famiglia
al centro dell’attenzione e della vita pastorale della parrocchia. |
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Qualificare anche sul piano
spirituale i Corsi in preparazione al matrimonio. |
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Valorizzare occasioni di
spiritualità (ritiri, esercizi, ecc.) per coppie. |
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Suggerire la preghiera
quotidiana in famiglia. |
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Aiuto educativo alle famiglie
con figli piccoli, adolescenti, giovani. |
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Promuovere forme di carità e
di accoglienza familiare. |
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Affrontare nel CPP il problema
della pastorale delle famiglie in situazione difficile o irregolare, in sintonia con le
indicazioni della Chiesa (cfr. CEI, "Direttorio di Pastorale Familiare", pp.
165-192). |
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Ove è possibile, anche in
collaborazione tra parrocchie vicine, promuovere o potenziare il Centro di ascolto
familiare (per famiglie in difficoltà). |
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Celebrazione in parrocchia, ove
ritenuto opportuno, del Giubileo delle famiglie. |
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Iniziative per gli anziani. |
Giovani.
Progettare e lavorare insieme (parrocchie, aggregazioni
giovanili, ecc.), in un impegno coordinato dall'Ufficio di Pastorale Giovanile.
Seguire il cammino formativo dell'anno (cfr. "Proposta di
formazione cristiana ai giovani della Diocesi di Rimini").
Dare rilievo alla formazione spirituale, apostolica,
vocazionale.
Valorizzare nell'Anno del Giubileo:
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Iniziative
giubilari per i giovani: pellegrinaggi giovanili, ecc. |
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Giornata Diocesana dei Giovani. |
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La Croce dei Giovani: passaggio
a Rimini (25-30 aprile 2000). |
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Giubileo dei Giovani: |
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Accoglienza a Rimini dei
giovani dal 10 al 14 agosto 2000. |
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Partecipazione a Roma, dal 15
al 19 agosto 2000. |
Ambiti sociali, professionali, di
lavoro.
Valorizzando l'esperienza positiva della Missione Diocesana,
promuovere a livello diocesano o cittadino alcuni "Giubilei" per categorie
professionali. Tenendo presente che per proporre il "Giubileo" occorre dare
anche l'opportunità della celebrazione del sacramento della penitenza e dell'Eucaristia.
Anche nelle parrocchie è necessario vi sia speciale attenzione
per tali categorie di persone.
Malati.
Coinvolgere i Malati e vivere l’attenzione pastorale
e caritativa nel clima del Giubileo.
Ricordare che anche i malati possono implorare l’Indulgenza
del giubileo, a condizioni ad essi possibili.
Promuovere il "pellegrinaggio a Cristo presente" nelle
persone degli infermi, specialmente in condizione di solitudine: compagnia, servizio,
assistenza.
Valorizzare l’associazionismo e il volontariato al
servizio dei malati.
Celebrazione pubblica e solenne dell’Unzione degli
Infermi; a domicilio per coloro che sono impediti.
Nell’Anno del Giubileo: nessun malato senza la
Comunione in casa, nel Giorno del Signore.
5. Eventi
culturali nell’anno giubilare
Collaterale, ma non estraneo all’impegno più
esplicitamente spirituale e pastorale, è l’impegno culturale tendente, in
occasione del Giubileo, a far cogliere le radici cristiane della nostra società
e come l’evento cristiano permea e trasforma la storia e la cultura.
Alcune iniziative già in cantiere, anche con la collaborazione
di altre Istituzioni:
 |
Tempio
Malatestiano, Cattedrale della Diocesi (nel 2000 si ricorda il 550° della
costruzione dell’Alberti e il 50° della ricostruzione post bellica):
restauro completo, adeguamento liturgico dell’abside, illuminazione. |
 |
"Lungo la storia di una
fede antica". Libro divulgativo sulla storia della Chiesa Riminese attraverso le
testimonianze monumentali e artistiche. Suo lancio, presentazione e distribuzione da
collocare in contesto ecclesiale. |
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"Luoghi sacri del riminese
- Itinerari giubilari". Guida sintetica e promozionale. |
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Restauro di S. Fortunato e del
campanile di S. Agostino. |
 |
Restauro di 47 quadri religiosi
esposti nelle chiese, promosso dalla Provincia. |
 |
"Messa S. Colomba/S.
Gaudenzo", composta dal M.° Marco Gemmani, per il Natale 1999. |
 |
Mostra didattica "Dalla
Terra alle genti" (autunno 1999). |
Opportunità che le Parrocchie:
Curino l’accessibilità,
la dignità, la custodia e la pulizia delle chiese.
Promuovano iniziative culturali e
collaborino con le Amministrazioni locali alla formulazione di programmi culturali in
sintonia con il Giubileo.
6. Formazione dei
Laici e degli Operatori pastorali
I fedeli laici sono chiamati ad essere a
pieno titolo, in forza del battesimo e della confermazione, protagonisti "da
laici" alla vita e alla missione della Chiesa. Per avere laici adulti nella fede,
partecipi e coinvolti nella vita della Chiesa, responsabili e competenti, occorre offrire
loro adeguata formazione a livello personale, parrocchiale e diocesano.
A livello diocesano:
 |
Corso di
formazione per Operatori pastorali (Corso di base: ottobre-dicembre 1999). |
 |
Ulteriore formazione per i
candidati all'accolitato, al lettorato, alla funzione di "animatore" dei
catechisti (gennaio-febbraio 2000). |
 |
Corso di Dottrina sociale della
Chiesa (gennaio-marzo 2000). |
 |
Istituto di Scienze Religiose: |
 |
Corso istituzionale,
quadriennale. |
 |
Seminari di approfondimento per
alcuni ambiti pastorali (per Operatori che hanno già frequentato il Corso di base) |
7. Sacerdoti e Diaconi, Religiosi, Religiose
Promuovere una adeguata preparazione dei sacerdoti.
Approfondire il tema conversione - sacramento della
riconciliazione - dottrina delle indulgenze.
Approfondire il significato e il metodo del pellegrinaggio.
Celebrazione del Giubileo dei Sacerdoti e Diaconi: mercoledi
santo, S. Messa del Crisma.
I Religiosi sono
specialmente impegnati:
Nel sacramento della penitenza.
Nella predicazione.
Nell'accoglienza spirituale nelle rispettive chiese,
specialmente quelle "giubilari".
Promuovere la partecipazione dei Religiosi sacerdoti impegnati
nella vita pastorale alle iniziative del Presbiterio diocesano.
Le Religiose nell'Anno del
Giubileo sono coinvolte: nell'Anno del Giubileo sono
coinvolte:
Nella pastorale parrocchiale.
Nelle scuole di ogni ordine e grado da esse condotte,
nell'annuncio e nella proposta del Giubileo agli alunni, ai docenti e ai genitori.
Nei centri di assistenza da esse gestiti, facendoli diventare
sempre più luoghi di fraternità e di preghiera.
Nelle opere da esse gestite, perché siano in sintonia con lo
stile del Giubileo.
Nei conventi e nella clausura, con l'unione costante alla Chiesa
mediante la preghiera.
Celebrazione del Giubileo per la Vita Consacrata: Giornata della
Vita Consacrata: 2 febbraio 2000.
8. Aggregazioni Laicali
Le Aggregazioni laicali vivono il Giubileo nell'ambito
della Chiesa Riminese, portando alle iniziative diocesane e parrocchiali il
contributo della loro specifica competenza e caratterizzazione spirituale e
pastorale. Sono anche impegnate, nei rispettivi campi di presenza pastorale e
apostolica, a favorire l’incontro con la proposta di fede e di conversione del
Giubileo.
9. Accoglienza
Pellegrini e pellegrinaggi a Roma
 |
Accoglienza
e permanenza di pellegrini provenienti da altri Paesi: programma di lavoro di Ariminum
Viaggi, Interfaccia per la Romagna del Servizio Accoglienza Centrale. |
 |
Pellegrinaggi (parrocchiali,
ecc.) a Roma: tramite la stessa Interfaccia. Prenotazione degli eventi del Giubileo e
della Carta del pellegrino. |
10. Sussidi
 |
Sono previste
schede esplicative su singoli argomenti, per la celebrazione del
sacramento della penitenza, la catechesi popolare, i Centri di ascolto del
Vangelo, l’acquisizione dell’indulgenza, ecc. |
 |
Icona della Diocesi per il
Giubileo, da distribuire nelle famiglie in occasione della benedizione pasquale. |
 |
L'uso del "logo"
del Giubileo è permesso alle parrocchie, chiese e altre realtà ecclesiali; può
essere usato solo per iniziative strettamente ecclesiali. |
Testi
Tertio millennio adveniente,
Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, 1994
Incarnationis mysterium, Bolla di
indizione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, 1998
Disposizioni per l’acquisto dell’indulgenza
giubilare, Penitenzieria apostolica
Calendario dell’Anno Santo 2000,
Comitato Centrale Grande Giubileo
Il dono dell’indulgenza,
Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo
Amore preferenziale per i poveri e Giubileo del 2000,
Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo,
Sussidio, Comitato Nazionale per il Grande Giubileo
Il Pellegrinaggio del Grande Giubileo del 2000, Pontificio
Consiglio della Pastorale per i Migranti, Pontificio
Consiglio della Pastorale per i Migranti
Il Pellegrinaggio alle soglie del terzo millennio, Nota
pastorale, Commissione Ecclesiale CEI per la pastorale del tempo libero.,
Nota pastorale, Commissione Ecclesiale CEI per la pastorale del tempo libero.
Appendice
LA PARROCCHIA FORMULA
IL PROGRAMMA PER IL GIUBILEO
Il volto della Parrocchia:
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La Parrocchia
é la "Casa di tutti" fraterna e accogliente;
valorizza tutte le vocazioni; promuove iniziative, rivolte a tutti, atte a
favorire la partecipazione e la crescita dello spirito di famiglia. |
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La Parrocchia
è protesa alla missione nel suo territorio: annuncio
del Vangelo; attenzione ai "lontani"; iniziative atte a
promuovere cultura, aggregazione e promozione umana; cura delle povertà
antiche e nuove; spirito di servizio nei confronti dei problemi umani
presenti nel territorio. |
 |
La Parrocchia è Comunità
che promuove e valorizza la collaborazione e la responsabilità dei laici. |
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La Parrocchia
è cellula viva della Chiesa particolare;
educa e coltiva il senso della Diocesi e della Chiesa universale. |
La preparazione del Programma
Parrocchiale per il Giubileo
avviene in analogia a quanto la Parrocchia ha già fatto per formulare il suo
programma per la Missione Diocesana.
Occorre che ogni parrocchia tenga
presenti:
 |
Il cammino già
fatto in occasione della Missione Diocesana.
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Le indicazioni programmatiche
della Diocesi contenute nel presente sussidio. Molte indicazioni e numerose iniziative ivi
proposte possono essere accolte dalla Parrocchia ed entrare nel Progetto parrocchiale.
|
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Le iniziative giubilari e
pastorali diocesane. |
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Le indicazioni della S. Sede e
della CEI. |
Itinerario per la
formulazione del Programma: il Consiglio Pastorale Parrocchiale è l'ambito nel quale si
svolge il lavoro di verifica-riflessione-preparazione del Programma parrocchiale per il
Giubileo.
Si parte dalla verifica della Missione
Diocesana; è stata già fatta in molte parrocchie; chi non l'avesse fatta, la compia,
perché tale verifica è previa alla proposta di ulteriori programmi pastorali.
Quali obiettivi ha realizzato la parrocchia
mediante la Missione Diocesana:
 |
Mobilitazione
delle persone. |
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Maggiore spirito missionario,
coraggio, intraprendenza. |
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Apertura della parrocchia ai
"lontani" e a tutto il territorio (inteso come: tutte le persone e le situazioni
di vita presenti nel territorio). |
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Sperimentazione o
consolidamento di nuove vie di evangelizzazione capillare:
|
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Incontro personale: Vangelo
recato porta a porta. |
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Centri di ascolto del Vangelo. |
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Missione Giovani: iniziative. |
 |
Missione negli ambiti di vita,
professionali, ecc. |
3. Quali obiettivi la Parrocchia intende o
desidera
realizzare nel Giubileo?
 |
Privilegiando
quali iniziative? |
 |
Valorizzando - e come - i
"segni" del Giubileo?
|
 |
Il CPP formula il Programma
parrocchiale del Giubileo. |
 |
Il CPP predispone
il Calendario
parrocchiale del Giubileo, con attenzione al calendario diocesano. E’
opportuno inviare il Programma alla Segreteria Diocesana.
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