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Il tema dell’anno 2010-2011

“È in Te la sorgente della vita”
CON CRISTO O SENZA CRISTO CAMBIA TUTTO
2010-2011 Anno della Missione

L’anno pastorale che si apre, dopo quello imperniato sulla Contemplazione del volto di Cristo (2008.09) e quello sulla Chiesa comunione (2009.10, sarà dedicato alla VITA CRISTIANA)

Una domanda fondamentale è sottesa alla programmazione pastorale del prossimo anno:
Cosa significa oggi essere cristiani?
Se il secondo polo della frase (essere cristiani) è perennemente valido, il primo (oggi) suggerisce l’urgenza e la concretezza della domanda.

-         Come ogni anno uno slogan richiama il tema:

“È in Te la sorgente della vita”

Con Cristo o senza Cristo cambia tutto

-         Come sempre lo slogan è attinto dalla Sacra Scrittura e ad esso viene aggiunta una frase evocativa: la frase del Salmo 36 ricorda che per il credente la vita parte da Dio; davvero Egli è la sorgente della vita. In tal senso lo slogan può essere collegato ad un’altra frase del Primo Testamento: “Nulla disprezzi di quanto hai creato, o Signore che ami la vita” (cfr. Sap,. 11,26). La vita, ogni vita, trova in Dio la sua sorgente, il suo significato e la sua direzione.

-         La frase in sottotitolo di papa Benedetto, nella sua semplicità e immediatezza, ci ricorda che la vita stessa è qualificata dalla fede in Gesù Cristo: davvero con o senza Lui tutto cambia. Si tratta quindi di dare un nome concreto a Dio che ama la vita. Il Vangelo non mortifica la vita, ma la esalta.

-         Tale tema non è astratto, ma fondativo. Non si tratta ovviamente di dedicare un anno alla vita cristiana (sarebbe assurdo perché questa dimensione, come le precedenti, è sempre valida), ma di richiamare in particolare la concretezza della fede nel Signore Gesù.

-         Cosa significa “essere cristiani” si coniuga oggi con due attenzioni particolari da tenere presenti: la necessità del primo annuncio e il tema della sfida educativa. Le motivazioni di tali attenzioni sono chiare ma è bene ripeterle:

  • Il primo annuncio è esigito dalla situazione in cui oggi anche la nostra Chiesa vive. Va certamente chiarito cosa si intende con l’espressione “primo annuncio”. Non può essere inteso come un annuncio dato una volta per sempre, ma come elemento di fondo da riprendere e coniugare nella vita cristiana. La priorità, insomma, non sta sul piano cronologico ma su quello teologico.  In tal senso può essere inteso anche come “evangelizzazione”. Tuttavia oggi appare urgente anche un “primo annuncio” in senso stretto: a tale annuncio è necessario e urgente porre mano. Le iniziative della nostra Diocesi in questo anno vogliono costituire un richiamo a non dare per scontato che tutti siano cristiani (quasi in una sorta di identificazione tra dato etnico e dato religioso) e ancor meno a pensare che chi è battezzato sia anche stato evangelizzato. Non si tratta di un tema nuovo, ma troppo spesso l’azione pastorale nelle nostre comunità stenta a farne una priorità e si procede come si è sempre fatto. La vita cristiana, sulla quale in questo anno vogliamo riflettere e lavorare, dovrebbe costituire insieme la testimonianza capace di suscitare domande in chi non crede e l’approdo per chi, grazie all’annuncio, aderisce a Cristo Signore.
  • La sfida educativa, richiamata dal papa, costituisce l’attenzione fondamentale che i vescovi italiani ci invitano ad avere in questo secondo decennio del secolo. Si tratta di sfida, appunto, perché l’educazione delle giovani generazioni (che è sempre stato un elemento fondamentale e naturale in tutte le culture) trova oggi troppo spesso  incapaci coloro che dovrebbero educare, in primis i genitori, e addirittura talvolta risulta assente nelle loro preoccupazioni. Gli orientamenti CEI che dovrebbero essere prossimamente pubblicati costituiranno il filo conduttore per il cammino del decennio appena iniziato. In questo anno pastorale che si apre vorremmo anzitutto prendere concretamente coscienza della fondamentale importanza della posta in gioco e, inoltre, cominciare a riflettere come Chiesa sul nostro apporto per far crescere  uomini e cristiani.

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