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Programmazione Diocesana 2012 – 2013

2012giu11

“RINNOVATI NEL SUO SPIRITO”
C’è una speranza più affidabile di quella cristiana?

2012-13
ANNO DELLA CONFERMAZIONE DELLA FEDE

“Il rinnovamento della fede deve essere la priorità nell’impegno della Chiesa intera ai nostri giorni” (Benedetto XVI)

Motivazioni dell’articolazione
–          Dedicare questo anno al tema “la confermazione della fede” (sono evidenti i due poli, anche se legati indissolubilmente) non può restare sulla carta, ma deve tradursi in intuizioni, sottolineature catechistiche e pastorali e gesti sia a livello di comunità e parrocchie che diocesani.
–          Necessità di legare in un progetto organico e di largo respiro quanto ormai è tradizionale, e di dare un contesto a quanto di nuovo viene proposto.

Attenzioni
–          “Non mettere troppa carne al fuoco” e  puntare su ciò che può riuscire.
–          Non aver paura di osare, puntando anche su cose nuove.
–          Cogliere tutte le occasioni per aiutarci a superare i campanilismi e le chiusure, sia attraverso momenti formativi che la preparazione e conduzioni di gesti ed eventi.
–          Sottolineare la dimensione vocazionale di questo anno nella prospettiva che interpella tutti i cresimati: dall’universale vocazione alla santità alla vocazione personale di ogni battezzato.
–          Assumere seriamente come parrocchie il progetto diocesano di IC.

Obiettivi di fondo

  • Nelle comunità cristiane si riflette  sul dono della fede, confermato da Dio nell’effusione dello Spirito nella cresima e dal credente all’interno della comunità cristiana.
  • Le comunità cristiane, grazie ad un intenso lavoro di formazione spirituale e pastorale,  crescono nella fede e nella capacità di comunione ecclesiale.  In particolare aumenta la consapevolezza di essere parte dell’unica Chiesa particolare unita intorno al vescovo.
  • Si riflette sulla cresima intesa come il sacramento dell’IC che inserisce più pienamente nella Chiesa particolare e abilita alla missione di annunciare e testimoniare il Vangelo.
  • In collegamento con il sacramento della Cresima si sottolinea la comune vocazione alla santità che il dono dello Spirito fa crescere in tutti i battezzati e si riflette sulla esperienza della vita cristiana come risposta alla vocazione personale che ognuno riceve.
  • Cammino verso la pastorale integrata: in questo anno le comunità vengono sensibilizzate alla necessità e positività della PI e iniziano a camminare da un lato verso una comunione più ampia, a livello di zona o unità pastorale, e dall’altro si radicano capillarmente nel territorio e negli ambiti di vita delle persone, mostrando che il Vangelo rende la speranza cristiana più affidabile di ogni aspettativa umana.
  • Si muovono alcuni passi nella direzione delle zone e, ove possibile, delle unità pastorali, programmando momenti insieme a livello zonale e organizzando itinerari di formazione per gli operatori pastorali.
  • Si prende in seria considerazione, dove ancora non si è avviato un cammino,  la possibilità di iniziare la sperimentazione circa l’IC (almeno per la pastorale battesimale) e si prosegue dove è già iniziata, facendo una seria verifica e impostando il prossimo anno pastorale sulla base delle indicazioni presenti nel volume Per grazia di Dio cristiani.

Primo periodo: settembre-novembre

Slogan: Chiesa in ascolto dello Spirito
Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26)

Contenuti:
–          La Chiesa è convocata dallo Spirito. Egli è il maestro e insegna ciò che Gesù ha detto. La Chiesa si pone in ascolto dello Spirito e coglie la sua presenza nel proprio cammino e nella storia: necessità del discernimento.
–          Nella Cresima lo Spirito discende ancora sui cristiani e li rende capaci di ascolto e di discernimento; questo non da soli, ma come famiglia di Dio. In questa famiglia siamo pienamente inseriti attraverso la Cresima, come ricorda la presenza del vescovo quale ministro originario.
–          Per ogni cresimato l’ascolto dello Spirito porta alla conoscenza della propria personale vocazione ed interpella ad una risposta libera per il bene della Chiesa ed il servizio al mondo. Ogni vocazione, pur personale, si inserisce in quella meravigliosa comunione di vocazioni, ministeri e carismi che costituisce la comunità cristiana.
–          A distanza di 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e di 20 anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica il papa indice l’anno della fede, con inizio l’11 ottobre.
–          Con la festa di San Gaudenzo la nostra Chiesa inizia il nuovo anno pastorale e si incammina concretamente sulla strada della pastorale integrata.

Principali momenti:
–          Momento diocesano di confronto per le parrocchie che hanno iniziato la sperimentazione sull’IC (martedì 18 settembre, ore 21).
–          Settimana biblica sulla lettera ai Romani (24-27 settembre).
–          Festival francescano (28-30 settembre)
–          Assemblea operatori pastorali (12 ottobre): inizio ufficiale anno della confermazione della fede e proposta motivata del percorso di pastorale integrata. Messa per San Gaudenzo (14 ottobre) e consegna degli itinerari formativi nelle parrocchie e/o zone pastorali.
–          Svolgimento della SDOP (dal 5 novembre al 10 dicembre).

 Secondo periodo: Avvento-Natale

Slogan: Chiesa che cresce e matura nello Spirito
“Fratelli, quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio.
E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.”
(Rm 8,14-17)

 Contenuti:
–          L’attesa e la celebrazione del Natale ci richiamano la nostra figliolanza divina: Gesù ci ha insegnato che Dio è abbà.
–          Lo Spirito rivela la nostra identità di figli amati da Dio: il Natale, la nascita del Figlio nella natura umana, è anche la festa dell’uomo chiamato ad essere figlio nel Figlio. Il Natale allora non è la festa dei buoni sentimenti, ma la rivelazione sconvolgente di quanto possa l’amore di Dio per noi.
–          Nel tempo dell’Avvento protagonista è Maria che conserva tutto ciò che accade in lei e attorno a lei meditandolo nel suo cuore: come lei anche noi siamo chiamati alla contemplazione di ciò che l’amore di Dio opera nelle nostre comunità.
–          Sull’esempio di Maria, per ogni chiamato, il primo passo si pone nell’accogliere il dono dello Spirito Santo ricevuto nei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana e nel far crescere in noi la presenza vera di Cristo (Parola e Sacramento). Ogni vocazione non è altro che un modo originale di generare Cristo al mondo, permettendo a Lui di assumere la nostra carne.
–          Il tempo dell’Avvento è il tempo della formazione perché nascano cristiani adulti e responsabili, capaci di testimoniare la bellezza della fede.

Principali momenti:
–          Lectio divina itinerante tenuta dal vescovo nelle quattro settimane d’Avvento, trasmessa in differita attraverso Icaro TV. La lectio ci sarà nei giorni 30/11, 7, 14 e 21/12 a Savignano, Villa Verucchio, Coriano e Morciano.
–          Momenti di formazione a livello parrocchiale e zonale utilizzando i sussidi diocesani preparati ad hoc.

Terzo periodo: gennaio
(fino al 12 febbraio)

Slogan: Chiesa plasmata dai doni dello Spirito
“Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore” (Is. 11,2)

Contenuti:
–          Il lezionario di questa prima parte del tempo ordinario C presenta gli inizi del ministero pubblico di Gesù, che realizza la profezia di Isaia.
–          Anche la Chiesa, per il dono dello Spirito, è piena di quei doni che il profeta annuncia ed è chiamata a metterli in gioco portando frutti di annuncio del Vangelo e realizzazione di “vita buona”.
–          In particolare tutti i membri della comunità sono chiamati a mettersi in gioco facendo convergere i carismi per il bene di tutta la Chiesa; ciò significa concretamente  aderire liberamente alla propria vocazione e rimanergli fedeli.

Principali momenti:
–          Prosegue la formazione a livello parrocchiale e zonale, tematizzando e approfondendo i doni dello Spirito Santo e mostrando quali ricadute possano avere nella vita concreta delle comunità. (schede fornite dal centro diocesi).
–          Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).
–          Convegno di studio “I mondi vitali della preadolescenza” (25-27 gennaio).
–          “Settimana sociale” come momento formativo specifico per operatori pastorali del settore (29-31 gennaio). Probabile anche una “settimana liturgica” (data da stabilirsi).

 

Quarto periodo: Quaresima

Slogan: Chiesa riconciliata dallo Spirito
“Gesù disse loro di nuovo: <Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi.> Detto questo, soffiò e disse loro: <Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati>.” (Gv 20, 21-23)

Contenuti:
–          Il Risorto invia i discepoli: la dimensione della missione/testimonianza, evidenziata nella Cresima, è fondamentale nella vita della Chiesa. La Chiesa esiste per l’annuncio del Vangelo.
–          Il primo frutto del dono dello Spirito, secondo Gv, è la piena riconciliazione con Dio attraverso il ministero della Chiesa. La quaresima, tempo di grazia, ci richiama alla riscoperta del sacramento della riconciliazione, cogliendo in particolare la sua dimensione ecclesiale.
–          Esiste una solidarietà nel peccato e una solidarietà nel cammino di riconciliazione: la conversione personale si coniuga con la vita ecclesiale.
–          Per ogni cristiano il comandamento supremo per la vita nello Spirito è corrispondere con libertà e letizia alla volontà del Signore. In questo tempo di quaresima siamo chiamati a riflettere sulla nostra attuale libertà e letizia nell’accogliere la nostra vocazione quotidiana in riferimento alla nostra grande vocazione personale.
–          La rinuncia al male e la professione di fede battesimale da parte di tutta la comunità, che precede il rito della Cresima, ricorda il coinvolgimento dell’intero popolo di Dio nel cammino dei ragazzi cresimandi.

Principali momenti:
–          Quaresimali a S. Agostino: il Concilio e la fede della Chiesa espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
–          Incontri del vescovo coi cresimandi/cresimati e i loro genitori.
–          Festa degli adolescenti in occasione del tradizionale sabato prima delle Palme (23 marzo).

Quinto periodo: Tempo pasquale
(aprile e maggio)

Slogan: Chiesa inviata dallo Spirito
“Mentre stava compiendosi il giorno di Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui  lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
Abitavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua.”
(At 2,1-8)

Contenuti:
–          Il tempo pasquale richiama lo stretto legame tra Pasqua e Pentecoste, tra la rinascita nel battesimo e il pieno inserimento attraverso la cresima nella Chiesa inviata a testimoniare il Vangelo del Risorto.
–          Questo è il tempo della mistagogia, della scoperta dei sacramenti dell’IC e delle conseguenze che ne derivano.
–          La dimensione ecclesiale della cresima, significata dalla presenza del vescovo come suo ministro originario, richiama al superamento dei confini e alla necessità di abbandonare pretese di autosufficienza delle singole comunità a favore della crescita del senso di diocesanità e della pastorale integrata.
–          Ogni vocazione personale ha un’origine ecclesiale e chiede di essere riconosciuta, confermata e accolta dalla Chiesa; a queste condizioni essa rappresenta un vero dono di Dio alla Chiesa stessa e al mondo. In questo tempo chiediamo al Signore la sapienza per la Chiesa per poter riconoscere le chiamate che Dio rivolge ai singoli battezzati, e per tutti i credenti la disponibilità al discernimento ecclesiale per salvaguardare la comunione, vero e grande dono dello Spirito.

Principali momenti:
–          Itinerario di preparazione alla veglia di Pentecoste cogliendo le tradizionali occasioni che la pastorale presenta: devozione mariana, preparazione e celebrazione dei sacramenti dell’IC.
–          Veglia diocesana di Pentecoste (18 maggio).
–          In questo periodo si celebra la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni dal titolo: “Progetta con Dio … abita il futuro”.

(11 giugno 2012)