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Programma Pastorale 2015-16

2015dic14

Linee orientative su cui scrivere il programma-calendario della Missione diocesana straordinaria

In uscita missionaria

Diamo inizio al nuovo anno pastorale nel nome del Signore. Vorremmo tanto che il nostro impegno si caratterizzasse per essenzialità, sinodalità e concretezza. L’essenzialità è la nota del kerigma evangelico e del Credo apostolico. La sinodalità è il “camminare insieme” della Chiesa, per cui “ciò che riguarda tutti, da tutti deve essere trattato”. La concretezza richiama la piccola parabola evangelica della “costruzione della torre”, di cui nel vangelo di Luca (14,28-30).

Con la grazia del Signore articoleremo il nostro cammino su tre parole-cardine: misericordia, giubileo, missione. Sono le tre parole di papa Francesco, che hanno trovato larga simpatia propositiva e facilità di riferimento. La misericordia e la missione si illuminano e si “in-formano” (si danno forma) a vicenda. Se misericordia significa volgere il cuore ai miseri, allora essa non può che essere missionaria, cioè rivolta a coloro a cui nessuno guarda, agli esclusi; e non si può essere missionari senza misericordia, senza cioè abitare le periferie esistenziali della storia con il cuore compassionevole e misericordioso di Cristo. In questo anno giubilare siamo impegnati dal Papa a fare esercizi di misericordia missionaria e di missione misericordiosa.

Quello che qui viene proposto, più che un programma, vuol essere una sorta di filigrana su cui ogni comunità pastorale (con le parrocchie comprese nella rispettiva zona) è invitata a scrivere il proprio programma. O, se l’immagine risulta più espressiva, più che una melodia uniforme che tutti devono cantare, vuol essere il pentagramma, segnato da una precisa chiave musicale, su cui tutte le comunità sono orientate a scrivere la loro canzone.

Il tema della Missione viene così enunciato:

Missione-Misericordia
Vogliamo incontrare Gesù
Usciamo per offrire a tutti la gioia del Vangelo

L’icona sarà ispirata al passo di Marco: “Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare” (Mc ,14). L’apertura solenne della Missione straordinaria avverrà, a Dio piacendo, mercoledì 14 ottobre, festa di san Gaudenzo.

Ci prepareremo alla Missione e al Giubileo con un pellegrinaggio a Loreto, che, a Dio piacendo, avrà luogo sabato 19 settembre, pomeriggio. Invocheremo Maria perché ci aiuti a vigilare sulle tentazioni degli operatori pastorali segnalate da papa Francesco (EG 76-109) e riprese dal Vescovo nelle Sette Lettere da Patmos. Da Maria ci aspettiamo che ci scaldi il cuore con il fuoco della Pentecoste.

La fase della preparazione immediata ci vedrà impegnati nei mesi di settembre e ottobre con assemblee partecipate da preti, diaconi, segreterie pastorali, persone consacrate, rappresentanti delle aggregazioni laicali di ogni zona o comunità pastorale, raggruppate per vicariati o più zone insieme. L’ipotesi è quella di 10 incontri complessivi (uno per vicariato o due per i vicariati più grandi), con l’intervento del vescovo. Lo scopo è quello di illustrare il percorso complessivo verso la missione straordinaria e in particolare il primo tempo, con la proposta del “discernimento evangelico” sulle vie, le risorse, le grazie della Missione straordinaria.

Ci faremo condurre per mano dalla nostra santa Madre Chiesa che ci guida e ci accompagna con il dono dell’anno liturgico, nei suoi tre grandi tempi: Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Tempo Ordinario.

1° Tempo. Avvento e Natale
“Svegliatevi e andate incontro al Signore che viene”

La comunità cristiana, con la liturgia dell’Avvento, è chiamata a vivere alcuni atteggiamenti essenziali all’espressione evangelica della vita: l’attesa vigilante e gioiosa, la speranza, la conversione. E con la liturgia del Tempo di Natale la Chiesa celebra la manifestazione del Signore nella carne umana e la partecipazione dell’umanità alla vita divina.

Atteggiamenti da coltivare: vigilanza, discernimento, attesa, gioia.

Proposte:
– le comunità parrocchiali riunite nella rispettiva comunità o zona pastorale si impegnano a compiere un discernimento evangelico per vedere quali sono gli atteggiamenti “anti-missionari” che bloccano il dinamismo evangelizzatore delle comunità cristiane;
– chiedono la grazia del risveglio della fede e della (ri)scoperta del primo annuncio, a cominciare dai frequentatori abituali della messa domenicale e dagli operatori pastorali;
– si interrogano davanti al Signore su come far giungere l’annuncio del vangelo del Natale ai poveri e ai cercatori di Dio;
– individuano quanti sono disposti a fare un cammino di formazione al servizio di evangelizzatori (vedi sopra, n. 28); tale cammino inizierà a novembre e terminerà a giugno, e si svolgerà in tre centri della diocesi;
– in un clima di preghiera, si scelgono le modalità più adatte per la Missione straordinaria nelle parrocchie e nelle comunità o zone pastorali.

2° Tempo: Quaresima e Pasqua
“Convertitevi e credete al Vangelo di Cristo morto e risorto”

In questo tempo la comunità cristiana è chiamata a percorrere un itinerario per riorientare la propria vita in senso pasquale-pentecostale. La Quaresima ha un carattere essenzialmente battesimale (riscoperta del battesimo), sul quale si fonda quello penitenziale. I mezzi suggeriti per la pratica quaresimale sono: l’ascolto più frequente della Parola di Dio; la preghiera più intensa e prolungata; il digiuno; le opere della carità. La spiritualità pasquale consiste nel realizzare nella vita quotidiana la morte e la risurrezione di Cristo, rivestendosi dei sentimenti dell’uomo nuovo, e nella riscoperta del sacerdozio battesimale e del mandato missionario (Pentecoste).

Atteggiamenti da coltivare: conversione alla misericordia, impegno nella riconciliazione fraterna, aspirazione alla santità, comunione e condivisione, apertura missionaria.

Proposte:
– rivitalizzare la visita alle famiglie, valorizzando dove è possibile anche la disponibilità di diaconi, ministri e laici;
- offerta della possibilità di esercizi spirituali nelle comunità parrocchiali o zonali;
– celebrazione del triduo pasquale, per la rinnovazione delle promesse battesimali;
– celebrazione della veglia diocesana di Pentecoste (14 maggio 2016);
– celebrazione del pellegrinaggio giubilare (data da definire)

3° Tempo: Tempo Ordinario
“Io sono con voi: andate, annunciate, fate discepoli”

Il Tempo Ordinario è il tempo della quotidianità di Dio nel nostro quotidiano. E’ il tempo della missione non solo pregata e celebrata, ma anche vissuta. L’estate comporta inevitabilmente un tempo di flessione nelle comunità dell’entroterra e di fibrillazione nella fascia marina. Ma è anche il tempo in cui valorizzare le tante occasioni di aggregazione (feste, convivenze, campi scuola, oratorio, Grest) per esprimere l’apertura missionaria. Il tempo successivo (fino alla fine dell’anno liturgico e del Giubileo straordinario: 20 novembre 2016) è il tempo della fase culminante della Missione straordinaria.

Atteggiamenti da coltivare: preghiera personale e comunitaria, apertura ai poveri e ricerca-dialogo con i “cercatori di Dio”.

Proposte:
propiziare la nascita di cenacoli del vangeli e di piccole comunità missionarie;
– visita straordinaria alle famiglie (fatta dai laici) con l’offerta di un vangelo (oppure?)
– impegno nella realizzazione delle opere segno (vedi sopra, n. 29);
– celebrazione della festa della diocesi (san Gaudenzo, 14 ottobre 2016).

Per quanto riguarda lo spirito della Missione, ricordiamo la lezione di papa Francesco: “Le sfide esistono per essere superate. Siamo realisti, senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza! Non lasciamoci rubare la forza missionaria!” (EG n. 109).

Anche per il metodo ci farà bene richiamare il segnale lanciato da Francesco: “Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce” (EG 223:

Ci affidiamo al Signore, Padre ricco di misericordia e Dio di ogni consolazione. Ci affidiamo a Gesù, Pastore forte e tenerissimo, e al suo Santo Spirito, che ci consola in ogni nostra tribolazione. Ci affidiamo alla Vergine Santa, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra. Perché cresca nella nostra Chiesa il clima dell’amicizia tra tutti coloro che si impegnano nel servizio pastorale, si sviluppino le frequentazioni costruttive tra operatori della stessa area apostolica, aumenti la stima nei confronti di chi lavora nel giardino accanto, ed esploda la festa quando la famiglia diocesana si ritrova insieme nei momenti forti della sua vita comunitaria.

Buon lavoro a tutti. Dio, Padre santo, benedica le nostre fatiche, moltiplichi la quota della nostra generosità, e, per alimentare la nostra speranza, ci faccia sperimentare di tanto in tanto anche i frutti del Cielo e del nostro lavoro.

(14 dicembre 2015)