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L’omicidio e il kanun. In memoria di “Piero”

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In merito al momento previsto in piazza Cavour, a Rimini, “Era un uomo giusto e vogliamo ricordarlo”

In vista della manifestazione silenziosa di oggi, 1 giugno, in Piazza Cavour, alle 18,30, – il Vescovo di Rimini e alcune associazioni e realtà diocesane “interessate” per ambito educativo e di servizio, inviano il seguente intervento.


L’omicidio che si è verificato la scorsa settimana con l’uccisione di Petrit Nikolli – colpevole di aver aiutato la nipote a fuggire da un marito violento – invocando il Kanun (antico codice consuetudinario che regolava la vita sociale in Albania) impone alla nostra Chiesa riminese una severa riflessione e richiede un impegno convinto, coerente e deciso.
Il Vangelo ci ricorda che coloro che uccidono, con il loro comportamento mettono sotto i piedi la croce di  Cristo e arrecano una offesa gravissima al suo sangue. Gesù infatti ha scelto di “dare” il suo sangue per la salvezza dell’umanità, e non di “prenderlo” come presunta “soddisfazione” per i peccati e le colpe che commettiamo.
I Vescovi Albanesi, con l’intenzione che si giunga al ravvedimento degli uccisori e alla interruzione della catena di “vendette di sangue”, hanno decretato che “chiunque commette un omicidio incorre, a norma del can. 1331, nella censura della scomunica” (14 settembre 2012).
Mentre invochiamo la pace dei giusti per l’ucciso ed esprimiamo fraterna vicinanza e cordiale, fattiva solidarietà alla signora Linda Fusha e ai suoi figli, affidiamo l’omicida ed eventuali complici o collaboratori alla misericordia di Dio, affinché si pentano e si impegnino ad offrire giusta riparazione per il delitto compiuto.

+ Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini
Caritas Diocesana
Piccola Famiglia dell’Assunta – Monteaturo
Casa Madre del Perdono – Taverna di Montecolombo

(1 giugno 2016)