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Incontro alla Pentecoste – 1 maggio

2017mag1

La Parola
Dal vangelo secondo Matteo (13, 54-58)
«Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Ascolto
Alla gente di Nazaret le parole di Gesù non piacquero. Il Gesù che loro avevano conosciuto fin dalla sua infanzia, non sembrava ora essere lo stesso. Perché era diventato così diverso? A Cafarnao la gente accettava l’insegnamento di Gesù, ma qui a Nazaret la gente si scandalizza. Loro non accettano il mistero di Dio presente in un uomo comune come loro! Infatti, lì dove non c’è apertura né fede, nessuno può fare nulla. Il preconcetto lo impedisce; qui la gente ha visto crescere Gesù sotto i propri occhi, crede perciò di conoscerlo: “non è costui il figlio di Giuseppe”? Qui la lode si intreccia con una meraviglia che non può credere ai propri occhi, che non sa capacitarsi di ciò che sta sperimentando: “Come può conoscere le Scritture senza essere stato istruito”? Gesù, andando controcorrente, non fa la tradizionale “omelia”. È piuttosto una solenne “dichiarazione”. Egli proclama il compimento della profezia appena letta.

Prego
È difficile, Signore, vincere i pregiudizi che a volte impediscono di guardare gli altri con occhi limpidi e non permettono di gioire delle meraviglie che ogni persona racchiude. Donaci la grazia di sperimentare che il nostro vero incontro con te, è nel silenzio, in quel tempo aperto al miracolo, allo stupore, all’incontro.

(1 maggio 2017)