Storie voc

“Tra gli altri doni, che ricevemmo e ogni giorno riceviamo

dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie,

per i quali dobbiamo maggiormente rendergli grazie

c’è la nostra vocazione

(Testamento di S. Chiara)

Tre sorelle raccontano la storia del loro “sì”

Ripercorrendo con la mente e il cuore il mio passato, vedo il bellissimo mosaico che il Signore è andato realizzando con e nella mia vita. Avevo quindici anni quando mi sfiorò l’idea che avrei potuto farmi suora, ma subito scacciai questo pensiero relegandolo nel dimenticatoio. Vivevo la mia vita e la mia fede era più per abitudine che per convinzione. Andavo a Messa, cercavo di osservare i comandamenti, credevo in Dio, più per timore che per amore.

Varie vicissitudini tra le quali la malattia e morte di mio fratello di soli venti anni, mi portarono ad allontanarmi dalla Chiesa e da Dio, dal quale mi sentivo tradita.

Furono anni di profonda crisi in cui ogni tanto affiorava il bisogno di credere, la sete di conoscere Dio, di incontrarlo personalmente. E l’incontro avvenne…

Da quel momento mi sentii conquistata e sentivo di dover dare una risposta, anche se non capivo come realizzarla.

Passarono altri anni di travaglio e di lotte: volevo capire quale fosse la volontà di Dio e mi tuffai a lavorare in parrocchia con i giovani, con l’AC, con campeggi, incontri, visite ai malati.

Tante attività, che riempivano sì le giornate, ma non la mia anima che anelava a qualcosa di più radicale.

Pensavo di andare missionaria nello Zaire, ma Dio non la pensava così…

Egli ha voluto che fossi “missionaria” per il mondo intero chiamandomi alla vita contemplativa in clausura. Una vita “sprecata” agli occhi del mondo, ma feconda secondo la logica evangelica.

In questi anni il Signore mi ha condotta per mano, passo dopo passo, senza lasciarmi mai, nemmeno nei momenti bui in cui non lo sentivo: questi erano i momenti in cui mi portava in braccio. E poi la costante che mi ha sempre accompagnata è stata una grande pace, che ho sperimentato sin da quel mio primo “sì”.

Questo mi ha dato la certezza di essere al mio posto, quel posto che Dio ha pensato sin dall’eternità, e so che attraverso la preghiera e l’offerta di ogni giorno questa linfa vitale raggiunge ogni fratello.

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Ho avuto la gioia di nascere in una bella famiglia che mi ha trasmesso i valori cristiani incarnati in una vita intensa e significativa, e ciò ha reso naturale la scelta di frequentare i gruppi parrocchiali, e d’impegnarmi poi nel servizio di educatrice dei ragazzi e dei giovanissimi di Azione Cattolica.

Il cammino di fede si è sempre armonizzato con lo studio e gli altri impegni e passioni che mi hanno accompagnato nel crescere (soprattutto lo sport e la musica) e, proprio mentre stavo terminando l’università, feci due incontri importanti, che mi portarono ad interrogarmi più profondamente sulla strada da percorrere. Il primo fu l’incontro con le Clarisse della mia città: conoscendole, rimasi stupita dal fatto che delle donne potessero vivere chiuse tra quattro mura e nello stesso tempo esprimere una così grande pienezza di vita e di gioia. L’altro incontro significativo fu quello con la figura e il carisma di San Francesco, attraverso una due giorni per i giovani a La Verna.

Queste due esperienze mi fecero guardare al mio futuro con una prospettiva diversa rispetto al solito: invece di mettere avanti i miei progetti, cominciai ad affidarmi a Dio e a chiedergli anch’io come Francesco, «Signore, cosa vuoi che io faccia?», perché intuivo che solo seguendo lui potevo trovare la realizzazione piena di me stessa. Così, dopo la laurea, decisi di continuare gli studi con un master e contemporaneamente iniziai a frequentare un Convento francescano, dove si tenevano incontri vocazionali per i giovani. Attraverso l’approfondimento del carisma di Francesco e Chiara feci esperienza di “un altro Dio”, un Dio persona che mi chiedeva un dialogo quotidiano e permanente, e non il solito dialogo affidato alla preghiera estemporanea.

Non avrei mai pensato di fare la suora, né tanto meno la suora di clausura: mi ritenevo un tipo troppo vivace e dinamica per esserlo, e poi mi sembrava che così avrei gettato al vento quanto avevo fatto fino ad allora, tuttavia non potei fare a meno di ammettere che la vita delle Clarisse continuava ad affascinarmi sempre più. Nel frattempo il mio padre spirituale mi fece conoscere le Clarisse di Rimini, e cominciai a frequentarle nei ritagli di tempo tra lavoro e studio. Le Sorelle mi colpirono molto per la loro disponibilità e accoglienza: questo Monastero poteva essere davvero il posto giusto. Decisi di fidarmi di Dio e di “buttarmi”, e al termine del master chiesi di fare un periodo di esperienza tra loro.

In realtà, sotto sotto, pensavo di togliermi il pensiero… ma il Signore era lì ad attendermi per farmi gustare la bellezza del suo amore, e mi ha fatto innamorare di lui e della sua volontà. E dopo qualche mese sono tornata qui per restarvi definitivamente.

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Sono originaria di una città della provincia di Modena, e sono arrivata a Rimini per frequentare l’università. Gli anni di studio sono stati occasione per due importantissimi incontri: il primo con alcune coinquiline con cui ho assaporato le gioie del vivere fraterno e il secondo con l’assistente del Centro Universitario Diocesano (CUD), un’associazione legata alla pastorale universitaria della diocesi di Rimini. Queste sono le persone che, assieme al costante supporto della mia famiglia, hanno reso possibile l’inizio del mio cammino di crescita sia umano che spirituale, dapprima nel tempo degli esami e poi del lavoro. Molto devo a loro e alla loro presenza nella mia vita, che per grazia tutt’ora mi accompagna. È infatti con il CUD che, alcuni anni fa, ho incontrato le Clarisse di Rimini per alcuni momenti di preghiera; e in seguito la partecipazione ad un ritiro vocazionale, tenuto dalle stesse sorelle, ha dato poi la spinta necessaria per iniziare il cammino di discernimento con una sorella della comunità. Attraverso il suo paziente e indispensabile aiuto ho potuto fare sintesi e mettere in ordine quanto il Signore aveva già comunicato al mio cuore.

Da questi incontri si è andata irrobustendo la consapevolezza che la vocazione alla quale Dio mi ha chiamata era quella tra le Clarisse e nel concreto in questo Monastero, dove, aiutata con tanta amorevolezza dalle sorelle sono cresciuta nella conoscenza e nell’amore per il Signore e per i fratelli.

Orario delle Messe

Domenica e giorni feriali ore 18; sabato ore 8.

Apertura della chiesa

Nei giorni feriali la chiesa si apre dalle ore 6,10 alle 8,30 e dalle ore 15,15 (il giovedì alle ore 17) alle 18,45. La domenica dalle ore 7 alle 9 e dalle ore 15,30 alle 19,45.

Ospitalità

Disponiamo di una piccola foresteria, in cui accogliamo chi desidera vivere un tempo di raccoglimento per l'approfondimento spirituale o per il discernimento vocazionale, offrendo la possibilità di condividere le nostre celebrazioni e il dialogo con una sorella. L'ospitalità offerta è in autogestione e occorre portarsi lenzuola e asciugamani. Non si dà accoglienza per soggiorni di carattere turistico, di lavoro. di studio, o di altro tipo.

Calendario

Guida della chiesa

guida Per richiedere la guida, scritta dal prof. Pier Giorgio Pasini, con le foto di Luciano Liuzzi, e con un nostro contributo, telefonare o scrivere ai nostri recapiti. Offerta libera.
mattutino

Info

Sorelle Clarisse
Monastero Natività di Maria
Vicolo San Bernardino, 26
47921 Rimini
tel e fax 0541 785493
email: clarisse.rimini@teletu.it

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