L’amicizia con Dio

Nell’udienza del 1° dicembre 2010 papa Benedetto ha definito le monache e i monaci «amiche e amici di Dio»: la trovo una bella espressione, in cui mi ritrovo felicemente. Non che l’amicizia con Dio sia appannaggio esclusivo dei monaci e delle monache, perché -come recita la Dei Verbum- «Dio ha scelto di rivolgersi agli uomini come a degli amici» (DV 2), ma certamente, abbracciando questa vocazione, il Signore dà la possibilità di vivere l’amicizia con lui 24 ore su 24, in una full immersion di grazia.

Nel pensare a questo legame speciale provo un misto di stupore e gratitudine, perché mi sento oggetto di un amore assolutamente sproporzionato rispetto a quello che sono capace di donare a mia volta, eppure Dio si fida e si affida a me, come in una qualsiasi relazione diadica. Ma la sua non è un’amicizia qualsiasi, perché lui è l’amico per eccellenza, l’Amico con la maiuscola, grazie al quale e nel quale non solo posso declinare ogni altra relazione, ma arrivare anche a portare nel cuore ogni uomo, dilatando il cuore a quell’amore smisurato, che è la misura di Dio.

«Chi è amico ama sempre» (Prov 14,17): così posso dire del mio amico Dio, e questo sigillo di definitività accompagna le mie giornate nello scorrere semplice e lieto della vita del Monastero, seppure spesso segnate dalle fatiche dei miei limiti e peccati, ma anche allora il Signore resta al mio fianco e non ripudia l’amicizia.

C’è una breve frase della Scrittura che mi piace particolarmente, e che ho fatto incidere nell’anello a forma di Tau che ho ricevuto nel giorno della professione solenne: «Io sono con te». Sono le parole su cui sento di poter fondare la mia vita come su una roccia sicura, perché con esse Dio ha accompagnato tutti i suoi amici, da Abramo in poi, lungo tutta la Storia della salvezza, e oggi le ripete anche a me. Ho scelto di riportare la frase nell’originale ebraico («’ittak ’anoki)», che letteralmente si traduce «Con te io», perché mi sembra ancora più emblematico della finezza dell’amore di Dio, che non solo si abbassa al livello della mia umanità, ma addirittura sa mettersi al secondo posto, per rimarcare l’importanza che ho nel suo cuore. E ogni giorno Dio rinnova l’amicizia ripentendomi che con me lui c’è, in me lui vive e ama. È un’esperienza incredibile, ma assolutamente concreta, direi tangibile, perché Dio non è “amico da Facebook”, che giace su una qualche bacheca virtuale o ideale, ma s’incarna nell’incontro quotidiano con la Parola e l’Eucaristia, ha il volto benevolo delle sorelle che con me condividono il cammino clariano; ha le mani provvidenti dei parenti, degli amici e dei benefattori che non lasciano mancare alla nostra comunità il necessario e talora anche più del necessario; ha gli occhi fiduciosi dei tanti fratelli che vengono a condividere brani di vita segnati dal dolore e dalla prova, ma anche dalla speranza e dalla gioia.

Essere amica di Dio come Sorella Povera di S. Chiara è questo e anche di più: non è tutto rose e fiori, certo, e dopotutto il Signore ha detto chiaramente che l’amicizia con lui non prescinde dalla croce: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9, 23). Diciamo che se fosse uno slogan pubblicitario non renderebbe molto appetibile il prodotto… ma Dio non si occupa di marketing e non edulcora la realtà, perché vuole offrirci una misura alta della vita, una vita buona e bella, in cui sperimentare la vera e perfetta letizia, come c’insegna il Padre S. Francesco (“Fioretto della perfetta letizia” in Fonti Francescane 1836).

Non nascondo che quando ho cominciato ad interrogarmi sulla mia vocazione guardavo con sospetto alla scelta della vita religiosa, tanto più a quella contemplativo-claustrale, perché mi sembrava che il Signore non potesse soddisfare il mio bisogno di realizzazione e di felicità: pensavo che un part time sarebbe stato più ragionevole, così avrei coniugato il cammino di fede con la professione che sognavo e per la quale mi ero preparata con lunghi anni di studio. Eh sì, non è ragionevole la nostra vita, se non della ragionevolezza del cuore, che -come dice Pascal- ha ragioni che la ragione non conosce, e rendo grazie al Padre delle Misericordie per non aver desistito nel chiamarmi alla sua amicizia full time.

Accesso alla chiesa

È possibile accedere alla chiesa solo con la mascherina, che va mantenuta sul naso e sulla bocca durante tutto il tempo di permanenza, occorre igienizzarsi le mani e sedersi nei posti liberi dal contrassegno di divieto, che consentono il distanziamento di più di un metro.

Dal momento che ora la chiesa può contenere solo 53 posti, si chiede la collaborazione di venire per tempo e, qualora i posti disponibili fossero tutti occupati, di lasciare la chiesa.

Orario delle Messe

La Celebrazione Eucaristica è alle ore 18 tutti i giorni tranne il sabato, che è alle ore 8.

mattutino

Ospitalità

Disponiamo di una piccola foresteria, in cui accogliamo chi desidera vivere un tempo di raccoglimento per l'approfondimento spirituale o per il discernimento vocazionale, offrendo la possibilità di condividere le nostre celebrazioni e il dialogo con una sorella. L'ospitalità offerta è in autogestione e occorre portarsi lenzuola e asciugamani. Non si dà accoglienza per soggiorni di carattere turistico, di lavoro. di studio, o di altro tipo.

Guida della chiesa

guida Per richiedere la guida, scritta dal prof. Pier Giorgio Pasini, con le foto di Luciano Liuzzi, e con un nostro contributo, telefonare o scrivere ai nostri recapiti. Offerta libera.

Info

Sorelle Clarisse
Monastero Natività di Maria
Vicolo San Bernardino, 26
47921 Rimini
tel e fax 0541 785493
email: clarisse.rimini@teletu.it

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